Aprile del 1956, l’AIAP festeggiò i suoi primi 30 mesi

L’Associazione Italiana Amici del Presepio nei primi trenta mesi della sua attività.

Articolo tratto da “Il Presepio” n. 9 del mese di aprile 1956.

A trenta mesi dalla sua costituzione l’Associazione Italiana Amici del Presepio vuol tirare le somme e fare un po’ di consuntivo.

Da varie parti era stato manifestato il desiderio di raggruppare gli amatori del presepio in un sodalizio su base nazionale. Nell’ottobre 1953 lo estensore di queste note, completamente solo e nella più francescana povertà, diede alle stampe il primo numero del “Bollettino” (Il Presepio) giunto ormai a questo 9° numero ed in continua ascesa nel testo e nelle illustrazioni, nel quale veniva annunciato un Convegno nazionale per il 29 e 30 novembre 1953.

La stampa italiana, forse per la novità o potremmo dire la unicità dell’argomento, raccolse la notizia e la propagò; nella modesta saletta della riunione potemmo contarci in cinquanta partecipanti ma tutti ben qualificati, la più parte residenti in Roma; qualcuno proveniente da centinaia di chilometri di distanza.

Il granello di senapa era stato gettato: occorreva attenderne pazientemente il rigoglio. Mai venne tralasciato il Convegno annuale; ad ogni ricorrenza natalizia, poi, veniva spedita una circolare di presentazione del nostro Movimento a tutti i partecipanti ai varii Concorsi presepistici indetti in Italia, i cui nomi potevamo rilevare dai ritagli della stampa quotidiana. A cui si aggiunse la propaganda capillare di volenterosi Amici che avevano fatte proprie le finalità dell’opera.

Le prime decine di aderenti raggiunsero poco a poco le centinaia.

Ci ritenemmo maturi per tentare un Congresso ed una Mostra Internazionale così da attrarre maggiormente sulla nascente Associazione l’interesse del pubblico. Se dicessimo che le nostre fatiche furono estenuanti e gli impedimenti di varia natura insormontabili, diremmo poco.

Il solo accenno al programma che intendevamo svolgere ed alla ricerca di ambienti fastosi degni di un congresso romano ci chiuse molte porte; altri ci volsero senz’altro le spalle. Ma in nessun caso il pulsate, pulsate si dimostrò efficace come il nostro. Uno ad uno gli ostacoli caddero travolti dalla tenacia del piccolo manipolo che, sacrificando tutto, si era votato alla riuscita del programma.

Il Congresso celebrato nei giorni 27, 28 e 29 dicembre 1954 riuscì affollatissimo anche per la partecipazione di qualificati rappresentanti di dodici Nazioni che svolsero temi di alto interesse.

La Mostra di Palazzo Venezia presentò delle lacune; ma, per cause di forza maggiore, venne allestita a tempo di primato: tre giorni!

Non c’è dato ancora affermare, come vorremmo, che la palla di neve sia divenuta valanga; possiamo però affermare che oggi l’ossatura si tiene saldamente in piedi e siamo rappresentati in ogni Ragione: dalle Dolomiti alla Laguna veneta; dal Tavoliere delle Puglie ai nuraghi sardi, con vaste ramificazioni in tutto il mondo attraverso quegli Amici che hanno voluto esserci spiritualmente vicini.

Vasta è la gamma dei nostri aderenti e si può dire che tutte le attività umane sono rappresentate: dal professore di università al medico; dal magistrato all’artista; dal vigile del fuoco all’impiegato; dall’umile operaio al professionista; dal sacerdote ai molteplici rappresentanti di illustri Ordini religiosi.

Stefanucci insegna presepismo
Angelo Stefanucci ad un vecchio corso di tecnica nel Museo del Presepio di Roma.

Nel dare alla stampa il primo Quadro completo della nostra Associazione dal quale dovrà scaturire il futuro Consiglio Direttivo nazionale, dobbiamo rilevare che ciascun nome rappresenta il fior fiore del presepismo italiano; si può dire che ogni costruttore di un certo valore sia entrato nelle nostre file o sia sul punto d’entrarvi.

Gli Amici di una stessa località avranno la possibilità di conoscersi, incontrarsi, consigliarsi, creare l’ambiente più favorevole alla costituzione di un Sezione.

Perché proprio a ciò tendono i nostri sforzi: noi vogliamo creare una Sezione in ogni centro italiano, piccolo o grande che sia. Alcune già funzionano, e additiamo ad esempio quella attivissima di Napoli curata dal dinamismo che tutto infiamma il carissimo Amico Antonio Angelotti vero moderno apostolo del presepio, ma ripetiamo, è nostro intendimento che ovunque ne sorgano.

Esse costituiranno le basi del nostro futuro lavoro.

L’appello è particolarmente diretto a quegli Uomini di buona volontà, sacerdoti e laici, che hanno compreso tutta la bellezza della nostra idea e l’urgente necessità che il presepio, pubblico o privato, in molti casi così desolatamente decaduto nelle forme estetiche, risorga luminosamente mediante convegni, corsi, pubblicazioni periodiche.

Gli Amici Giornalisti non mancheranno di fiancheggiare il nostro lavoro e tutti i nostri aderenti si faranno apostoli propagatori della nostra idea.

Ma la nostra speranza più che sugli uomini, riposa tranquilla nella Culla di Betlemme. Il Bimbo divino ci sorride, mentre dalle città il Tu scendi dalle stelle giunge sonoro ai campi fioriti, fino alle pendici dei colli sereni dove cantano i pastori.