Auguri di Buona Pasqua 2020

2020 Auguri Pasqua presidenteGli Auguri per la Santa Pasqua a tutti gli Amici del Presepio, da parte del nostro Presidente Alberto Finizio.

 

Eccoci dunque giunti alla Santa Pasqua, cari Amici del Presepio, il tempo in cui il prodigio che ricordiamo e celebriamo nelle nostre opere trova compimento.

Una Pasqua come mai ci siamo trovati a vivere, una prova terribile a cui siamo stati sottoposti, una ferita lancinante e sanguinante, ma anche un’occasione per riflettere su quello che siamo e su come affrontiamo la nostra esistenza.

Troppo spesso ci sentiamo il centro del mondo, attenti solo ad autocelebrarci e a rincorrere l’apprezzamento degli altri.

Troppo spesso dimentichiamo che Gesù, quando raccolse l’Osanna della folla, nel Suo ingresso trionfale in Gerusalemme, decise di farlo non cavalcando un superbo destriero ma un umile asino, che Gli fu vicino sin dal Suo primo vagito.

Dopo questo bagno di folla, Gesù scelse di riunirsi a cena solo con i Suoi compagni, con le persone a Lui più vicine. Adesso anche noi siamo chiamati a farlo: sapremo cogliere e apprezzare quest’occasione che ci viene offerta? Sapremo staccarci da abitudini e consuetudini che ci portano a festeggiare sempre e comunque, a volte lontano dalla propria famiglia, in ogni circostanza, persino nei momenti meno adatti? A me personalmente è capitato di assistere, non più tardi di un paio di anni fa, ad una scena che mai dimenticherò: una folla che si assiepava per poter partecipare al buffet offerto per l’inaugurazione di un bar che aveva pensato bene di aprire proprio nel pomeriggio del Venerdì Santo e proprio nel momento in cui lì davanti passava la Processione con il Cristo Morto, costretta ad un penoso slalom per aggirare l’ostacolo della coda assiepata davanti al locale. Questo siamo diventati?

2020 Auguri Pasqua dal presidente aiap

A quella tavola con Gesù sedeva anche Giuda. Quanti in questi giorni si sono sentiti traditi?  Da chi ritiene non li abbia protetti o assistiti come si aspettava, da “amici” spariti nel momento della difficoltà, da chi ha adottato comportamenti irresponsabili che hanno messo a rischio, se non compromesso, la salute degli altri?

Come Gesù, anche noi in queste settimane siamo stati trascinati “da Erode a Pilato”, sballottati tra chi ci assicurava che, in fondo, ci trovavamo a fronteggiare una semplice influenza, e chi vedeva invece in questa epidemia la fine dell’umanità.

Come Gesù, anche noi ci siamo trovati ad essere derisi e sbeffeggiati: come Paese, da chi pensava di essere superiore ed immune da certe tragedie, come Associazione, da chi persino in questa situazione ha voluto trovare l’occasione per denigrare (qualcuno anche sghignazzando!) quanto abbiamo provato a fare per essere vicini ai nostri Soci e a tutti gli appassionati del Presepio. Come persone, solo per voler essere ligi alle regole e alle raccomandazioni delle autorità sanitarie, spesso compatiti e derisi da chi non rispettava la distanza o l’uso dei presidi di sicurezza.

Quanti, in queste settimane, come Gesù hanno dovuto portare la Croce? E non perché invitati a rimanere comodamente a casa, davanti al computer o alla TV, ma perché costretti su un letto di dolore, o perché chiamati ad assistere chi su quel letto giaceva, solo e sofferente.

Come Gesù, morto solo sulla Croce, quante persone (ci siamo troppo presto abituati a vederle come numeri, ma erano persone!), hanno dovuto affrontare la morte da sole, lontano dai propri cari, senza il conforto di una parola o di una carezza? E quanti, come Maria, avrebbero voluto, anche a rischio della propria vita, portare quella parola o quella carezza a un padre, a una madre, a un figlio lontani, o magari distanti solo pochi metri, ma ugualmente irraggiungibili?

E quanti sono stati frettolosamente deposti dal letto per essere avvolti in un sudario, non di stoffa ma di plastica, senza nemmeno la pietà di una sepoltura? Potremo mai dimenticare le fosse comuni in cui, in Paesi “fari di civiltà”, proprio in questi istanti (le immagini scorrono impietose davanti a me nei telegiornali) vengono sepolte le vittime di questo malefico virus, colpevoli di non avere un’assicurazione e i soldi per pagarsi un funerale e una tomba?

Il mio augurio, cari Amici, è che tutto questo male che stiamo vivendo, questo percorso di Passione che siamo stati chiamati ad affrontare, non passi invano, che non ci abbatta, non ci sconfigga, ma ci apra gli occhi.

Auguri Pasqua 2020 presidente

Nel V Canto dell’Inferno, nel girone dei lussuriosi, Dante incontra Francesca, lì condannata a scontare la sua pena avvinta per l’eternità all’amato Paolo, che narrando al Poeta la sua tragica vicenda in celeberrimi versi di  struggente, sublime bellezza, così esordisce: “Nessun maggior dolore che ricordarsi del tempo felice nella miseria…”.

Quanta verità sia contenuta nelle sue parole, tutti noi purtroppo lo stiamo sperimentando in questi giorni; però non dobbiamo cadere nella trappola, ripensare ora al passato, indulgere nei ricordi e nei rimpianti, non serve a nulla, ci fa solo del male, ci rende più fragili e vulnerabili, insinuando dentro di noi lo sconforto e la paura, strisciante e inconfessata, che quel tempo felice non debba più tornare.

Impariamo invece ad affrontare questo momento con serenità e fiducia, cogliendone gli aspetti positivi, perché anche quelli ci sono, grati per la fortuna che ci è data di poter vivere anche questa Santa Pasqua, forse per la prima volta comprendendone il significato più profondo, nell’attesa di una Resurrezione che non potrà tardare. E allora il tempo felice tornerà, dobbiamo crederci, prima o poi tornerà, e ci troverà qui, certamente segnati da questa esperienza, feriti, ammaccati, forse cambiati, magari migliori, ma pronti ad accoglierlo, questo nuovo tempo felice, come un dono meraviglioso e insperato, per goderlo appieno con una consapevolezza diversa nata dalla sofferenza.

Quel giorno, come Dante al termine del suo viaggio tra “l’eterno dolore” dei gironi infernali, anche noi potremo dire: “e quindi uscimmo a riveder le stelle”.

Buona Pasqua!