Contributo della stampa romana per una sede della nostra Associazione

Quando la nostra Associazione era in cerca di una Sede. Un articolo di Bruno Palma pubblicato dal quotidiano “Il Tempo” del 19 dicembre 1957.

Articolo tratto da “Il Presepio” n. 14 del mese di gennaio 1958.

Un articolo che proponeva un problema storico per la nostra Associazione, cioè la mancanza di una sede adatta alle numerose esposizioni presepistiche e documentali di cui siamo in possesso.

Ma anche la descrizione dell’aspetto e della personalità di Angelo Stefanucci e di ciò che ha rappresentato e rappresenta nel panorama presepistico mondiale.

Invitati con insistenza dagli Amici, riportiamo l’articolo a firma di Bruno Palma pubblicato dal quotidiano “Il Tempo” del 19 dicembre 1957 sotto il titolo: “Patetica storia di una associazione senza sede. Al sindacato del presepio nessuno regala una capanna” nella speranza che qualche “uomo di buona volontà” ecclesiastico o civile ci offra una sede.

Amici del Presepio, ancora una volta, unitevi! Anche quest’anno è giunta la vostra ora, perché ormai tra qualche giorno è nuovamente Natale. E voi già siete all’opera, oppure la vostra opera si è già conclusa tra firmamenti stellati e corone di angeli che scompaiono su visioni di riflesso tra fondali illuminati e passaggi di comete, tra false cadute di neve, tele dipinte, cupole orientali, palme, capanne, rocce di gesso e pastori di terracotta dalle facce più o meno estasiate.

A Roma, meglio, forse sarebbe dire, in Italia, l’Amico del Presepio numero uno si chiama Angelo Stefanucci ed abita in una antica casa del Rione Monti. E’ un uomo sulla cinquantina, dalla corporatura robusta, dai modi semplici e cordiali, un pacioccone della vecchia Roma che parla volentieri e con disinvoltura di quella che è e che è sempre stata la sua passione o per dirla con un termine di attualità, il suo hobby: costruire Presepi, fare in modo che gli amatori di questa consuetudine aumentino sempre di numero, aiutare e promuovere ogni iniziativa che abbia per scopo la valorizzazione artistica del Presepio nel periodo di Natale.

Lo abbiamo chiamato “Amico del Presepio numero uno” perché egli non è soltanto il presidente della omonima associazione italiana, ma lo è anche della “Universalis Foederatio Praesepistica” alla quale fanno capo tutte le associazioni esistenti al mondo degli Amici del Presepio.

“GLORIA ET PAX!”

Confessiamo una nostra lacuna: non sapevamo che gli Amici dei Presepi fossero organizzati in associazioni nazionali e tanto meno sapevamo che tutte insieme formassero una “Universalis Foederatio”. Non eravamo a conoscenza che ogni gruppo avesse un presidente, un emblema ed un bollettino di informazioni: e ignoravamo persino che il motto universale fosse “Gloria et Pax!” prime parole del canto degli Angeli: che la presidenza della “Foederatio” spettasse di cinque anni in cinque anni, ad un rappresentante delle rispettive associazioni nazionali; ed infine che il gruppo più organizzato fosse quello di Barcellona. Tutto questo e tante altre cose, poveri noi, non sapevamo.

Stefanucci, invece, ce le ha dette tutte quante con la pacatezza di chi sa il fatto suo. Ce le ha dette parlando con disinvoltura tra un gruppo di pastori napoletani scolpiti in legno e uno dei tre Re Magi per le mani; con un Presepio protestante dietro le sue spalle, ed altri due, uno peruviano ed un altro olandese, ai suoi lati. Perché il suo studio è fatto proprio così: ci sono Presepi, ci si passi il termine, prefabbricati dappertutto, ci son libri che parlano di Presepi in ogni scansia, ci sono lettere, atti, pubblicazioni che hanno per oggetto il Presepio in ogni cassetto. Stefanucci pensa al Presepio anche in pieno agosto quando gli altri fanno il bagno al mare e si pone il problema della utilizzazione dei blocchi di gesso oppure della juta gessata per la realizzazione del paesaggio anche in pieno Carnevale quando il ondo folleggia o finge di folleggiare. E’ proprio un Angelo come del resto, il suo nome di battesimo efficacemente ce lo indica!

Fu nel 1860 che a Barcellona sorse la prima associazione presepistica del mondo. Era, ci dice Stefanucci, un’associazione a scopo gioioso; gli appartenenti al sodalizio si recavano tra l’altro a visitare i Presepi fatti dagli associati. E quando il Presepio era fatto male, si mettevano un bottone nero all’occhiello in segno di lutto. Forse per questa mancanza (o eccesso) di serietà presto si estinse. Il 1909 invece vide ad Innsbruck il sorgere della prima associazione moderna degli Amici del Presepio. Seguirono negli anni successivi altre due associazioni tedesche, divenute poi quattro; quella spagnola che attualmente è la più efficiente; quella ungherese che fu al suo sorgere, la più numerosa, in quanto erano considerati soci tutti coloro che facevano un Presepio, associazione che però venne sciolta ’46. Il 30 novembre 1953 sorgeva l’associazione italiana quando già da un anno era nata la “Universalis Foederatio Praesepistica” di cui, pertanto, il sodalizio italiano entrò subito a far parte.

Il vanto di aver avvicinato le varie associazioni nazionali il sig. Angelo Stefanucci lo rivendica a sé. Egli del resto, ha una attività, come dire?, presepistica di un certo rilievo. E’ autore di una pubblicazione, la migliore che vi sia in Italia, sulla “Storia del Presepio” un libro di seicento pagine edito nel 1943, la cui compilazione poco ci mancò non gli fosse fatale. Proprio per condurre a termine questo suo lavoro egli aveva rapporti epistolari con alcune biblioteche straniere, in particolare con quella di Parigi, in quell’anno in mano ai tedeschi. Scriveva per chiedere estratti di pubblicazioni e forniva il riferimento bibliografico delle varie collocazioni dei libri. Per esempio: coll. It. 125-2, oppure bibl. 40-701. Quei numeri e quelle strane abbreviazioni insospettirono qualcuno. Morale: il sig. Angelo Stefanucci venne posto sotto sorveglianza per sospetto spionaggio. Quando però il suo libro uscì, la prima copia volle regalarla ai suoi “angeli custodi”.

GUSTOSO EPISODIO

Il Nostro ci narra anche un altro gustoso episodio, sempre naturalmente in tema di Presepi. Nel 1947, organizzandosi a Roma una esposizione bibliografica presepistica, ebbe rapporti con l’addetto culturale dell’Ambasciata Cecoslovacca e fu quella una buona occasione per incrementare i rapporti tra lui e gli amanti del Presepio di quello Stato. Negli anni successivi, con l’avvento a Praga del governo comunista, egli pensò che tali rapporti dovessero considerarsi interrotti e si espresse in tal senso proprio con un funzionario della stessa Ambasciata. Costui si limitò a promettergli un dono. Di questa promessa Angelo Stefanucci se ne era pressoché dimenticato, allorquando, lo scorso anno, si vide recapitare un plico. Era un astuccio cilindrico di colore rosso con una bella falce ed un bel martello sovrastampati in bianco. Lo aprì con malcelata curiosità: dentro vi erano i pupazzi del Presepio con i costumi cecoslovacchi.

A dimostrazione della universalità del Presepio, Stefanucci ce ne mostra anche, come abbiamo accennato, uno protestante. Ed ancora: uno messicano, uno indiano, uno giapponese, uno spagnolo ed uno francese. Cambiano i costumi, i paesaggi, le leggende e i doni. La sostanza sempre quella è. Di una cosa Stefanucci è un po’ rammaricato: del fatto cioè che l’Associazione Italiana degli Amici del Presepio non abbia una sede vera e propria mentre, ci dice, quella di Barcellona ha perfino un museo, una emeroteca, una biblioteca, una raccolta di tutti i maggiori dipinti sul Presepio.

Quando ci congediamo, gli chiediamo quale tipo di Presepio si accinge a riprodurre quest’anno in casa sua. Secco, secco ci risponde : “Nessuno!”. Ed è logico che sia così: fra le sue mura domestiche ne ha già in mostra almeno una ventina.

Bruno Palma