I domenica di Avvento

I domenica di Avvento, 28 novembre 2010

Vegliate! (Matteo 24, 37-44)

Inizia un nuovo anno.

Ma cosa dici? Manca ancora un mese! Sì, è vero avete ragione. Ma parlo dell’anno “liturgico”, che scandisce i tempi e i ritmi per rivivere i misteri della vita di Gesù Cristo. Il nuovo anno inizia con un tempo di attesa, lungo 4 settimane, che preparano le feste natalizie.

Ma che cos’è l’attesa? Mi sembra che oggi non sappiamo più attendere.

Prima che un fatto avvenga se ne conosce già la conclusione. Sono saltati i tempi della crescita. Si vive tutti come se ci trovassimo dentro un grande schermo televisivo dove ogni realtà del mondo -il macrocosmo- vuole entrare a forza nel nostro personale microcosmo offrendo idee e modelli di vita. Le immagini, i suoni, e le storie televisive catturano la nostra attenzione percettiva. Camuffano e confondono i nostri sogni reali o irrealizzabili, lasciandoci un bisogno inespresso e confuso, un senso di insoddisfazione… e tutti, nonostante tutto, siamo sempre lì a rifare il gioco di trasposizione.

Così la festa del Natale sta diventando la festa delle illusioni, luci e colori, addobbi sfarzosi e decorazioni esterne, pacchi dono e pensieri insoddisfatti.

Noi cristiani vogliamo festeggiare un Natale diverso, vero e primordiale. Il Natale del Verbo che si fa piccolo come un bambino. E questo bambino ci dona un sorriso d’amore, uno scambio di sguardi intensi, insieme alla pace, quella che dà senso e calore alla festa.

Ma per meglio attendere bisogna “vegliare” il Signore che viene.

Lo ricorda il vangelo di questa prima domenica del nuovo anno liturgico. Vegliamo nella preghiera perché non sappiamo l’ora e il momento della Sua ultima venuta. Facciamo come quei pastori che vegliavano sui loro greggi e ricevettero l’annuncio dell’angelo. Dopo l’attesa anche per noi giungerà un annuncio di pace e di gioia.

Buona veglia a tutti, nell’attesa dell’Atteso.

Padre Giuseppe