II domenica di Avvento

II domenica di Avvento (05 dicembre 2010)

La  pace (Isaia 11, 1-10)

L’Atteso dalle genti, Colui che nascerà è il germoglio dal quale spunterà  nuova vita.

Nel tempo invernale, quando tutto sembra morire, sotto la terra una nuova vita cresce e si manifesta, e bisognerà attenderne con pazienza il tempo della maturazione…  Anche per il pane ci vuole sempre il tempo necessario perché la farina impastata maturi e diventi pane commestibile.

In questa seconda domenica di Avvento si legge una delle profezie di Isaia che ci presenta l’Atteso ricolmo dallo Spirito di Dio.

Egli quando verrà ci porterà i suoi doni. Tra essi il più importante è la pace. Pace intesa come  armonia, pienezza e sicurezza di vita. La pace vera e duratura è frutto dello Spirito che invita gli uomini a mutare gli strumenti di guerra in strumenti di pace: le  lance in falci e le spade in vomeri per arare la terra.

Nella notte di Natale, mentre nasce il Signore Gesù Cristo, gli angeli cantano “la pace in terra agli uomini amati dal Signore”. Questa pace riversata sulla terra è raffigurata ne figli di Dio chiamati ad essere operatori di Dio Pace.

La pace sulla terra è donata direttamente da Gesù, che la consegna a modo suo.  Per questo impegniamoci a trasformare le parole dure e taglienti –spesso gettate addosso agli altri come pietre- in parole di comprensione e perdono. I pugni chiusi in mani che si aprono e si tendono ad un abbraccio o a una stretta di mano.

Con San Francesco d’Assisi, che possiamo definire patrono dei presepisti, preghiamo dicendo: “Signore, fa di tutti noi uno strumento della Tua pace”.

Pace e Bene! Gloria e Pace!

Padre Giuseppe