II domenica dopo Natale

II domenica dopo Natale -2 gennaio 2011

Il Verbo di Dio (Gv 2, 14)

Dopo aver contemplato un Bambino avvolto in fasce, giacente in una mangiatoia, dentro una grotta, circondato da pastori e pecore, oggi nella II domenica dopo il Natale siamo trasportati dall’evangelista Giovanni a contemplare, dall’alto, il mistero dell’Incarnazione.

Giovanni fa iniziare il suo vangelo con la stessa espressione con la quale comincia il libro della Genesi: “in principio”. Ma cosa c’era in principio? Il “Verbo” ossia la Parola. Così, come in una sinfonia, Giovanni in questo inizio del suo Vangelo fa risuonare tutto un crescendo. Del Verbo si dice che “c’era”, che “era presso Dio”, e che “era Dio”.

Siamo parte di un disegno d’amore di Dio. Egli ci ha scelto e amati prima della creazione del mondo. In Lui, venuto a piantare in mezzo alla nostra storia umana la Sua tenda, noi esistiamo e ci muoviamo. Per questo invito ciascuno di voi ad andare a rileggere questo brano, meditandolo pian piano. Fatelo ogni volta che sentite il desiderio di capire qualcosa in più -per quanto è possibile comprendere- sul mistero dell’Incarnazione.

Chiediamo al Signore la grazia che ci illumini con il suo Spirito per pregustare la gioia che ci attende come figli ed eredi del Regno. Come si è visto il nostro Creatore si è fatto piccolo come un Bambino e ha vissuto i suoi primi giorni di vita terrena in una mangiatoia, Lui la Parola eterna si è manifestato con un semplice vagito di neonato. E’ l’amore che ha fatto povero Gesù. L’uomo, di fronte a questa povertà, non può che rispondere con altrettanto amore.

Buona domenica a tutti.

Padre Giuseppe, detto PiGi