III Domenica dell’Avvento

I poveri sono capaci di una fedeltà semplice e genuina alla legge di Dio, e si mettono sempre all’ascolto della Sua parola. Sono i privilegiati di Gesù. Verso di loro Egli ha avuto viscere di compassione, guarendoli dalle varie infermità. Per i fratelli più bisognosi la speranza messianica si compie nella presenza fraterna di chi tende una mano per soccorrere e condividere.

Nel vangelo di oggi emerge la persona di Giovanni Battista, il Precursore. E’ la voce di uno che grida nel deserto. Lui non è la luce, ma vuole rendere testimonianza alla luce che è il Cristo.
L’intervento di Gesù nella storia umana genera un’atmosfera di entusiasmo e di gioia. Egli è l’iniziatore definitivo di questa gioia che viene dall’alto come dono del Padre.

Il Magnificat della Vergine Maria, riportato nel salmo responsoriale, esprime molto bene la tonalità e il contenuto della gioia cristiana. Ma occorre non ingannarsi: il rendimento di grazie non è l’atteggiamento di chi riconosce che tutto gli viene dall’alto. Ma è la gioia di chi scopre di essere stato chiamato per contribuire all’edificazione del mondo.
Che nella nostra vita sia sempre presente e costruita la gioia, quella vera.
Gloria et Pax a tutti voi.

14 dicembre 2014 (1Ts 5,16-24)
LA GIOIA DEI POVERI

Padre Giuseppe Cellucci O.M.I.
Coordinatore Nazionale Assistenti Ecclesiastici dell’Associazione Italiana Amici del presepio