III domenica di Avvento

III domenica di Avvento (12  dicembre  2010 )

Rallegratevi! (Filippesi 4, 40)

In questo tempo dell’attesa il nostro cammino è giunto a metà. E’ imminente ormai il compimento della promessa che vedrà arrivare l’Atteso delle genti. Alcuni segni precedono questa venuta. Segni, presentati dal profeta Isaia, che invitano il popolo alla gioia e a cantare con giubilo. Il motivo di questa felicità? Il Signore sta per venire. E’ vicino! E allora rallegriamoci.

Ma oggi sappiamo veramente gioire? La gioia e la felicità dell’Avvento non sono frutto obbligato di passioni, particolarmente accese, verso una cosa o l’altra che come tali, spesso, investono interamente tutto il nostro essere. Il rallegrarsi nel Signore è sinonimo di pace interiore, di letizia semplice e pura come acqua di montagna.

In un’anima che crede, spera e ama –un’anima che vive pienamente l’Avvento- la felicità trova sempre posto. Non arriva per caso, è conquistata. Entra dalla porta principale, perché desiderata. Non si nasconde, perché non è una cosa privata da custodire gelosamente.

Questo tipo di felicità interiore, per sua natura, si comunica ed esplode contagiando tutti, e di tutto questo ne siamo pienamente consapevoli. Questa allegrezza è un atteggiamento fondamentale per prepararsi alla venuta di Colui che porterà la pace tra le nazioni, che farà “fuggire tristezza e pianto” (Is 35,10). Cosa fare allora? Rallegrarsi nella gioia e nella felicità continuando a essere pronti nell’attesa.

Cari amici anch’io vi dico: siate lieti, ve lo ripeto siate lieti. E la pace di Cristo regni nei vostri cuori. Buon Avvento.

Padre Giuseppe