Il Presepio AIAP per i 200 anni di “Stille nacht”

Presepio Oberndorf  per i 200 anni di Stille Nacht - Roma - chiesa ss.  quirico e giulitta (1)

Quest’anno il presepio raffigurante la Chiesa di San Nicola ad Oberndorf, vicino Salisburgo, è stato allestito dalla sede AIAP di Roma nella Chiesa dei Santi Quirico e Giulitta, che ospita il Museo del Presepio di Roma.

Notte silente, notte Santa!

La “Canzone del Cielo”: Stille Nacht
E’ la Vigilia di Natale: nel villaggio austriaco di Oberndorf, vicino Salisburgo, il Reverendo Joseph Mohr, parroco della chiesa di San Nicola, sta preparando la Messa di mezzanotte: l’omelia, e gli inni natalizi di accompagnamento alla funzione.

Nel cassetto ha un brano che sarebbe perfetto per l’occasione, una poesia che ha composto alcuni anni prima ma non ha mai pensato di far musicare, e proprio adesso che gli è tornata in mente, l’organo della chiesa è guasto!

Ma non si scoraggia: chiama l’organista, il Maestro Franz Xavier Gruber, e gli chiede di comporre per il suo testo una melodia per due voci soliste, coro e chitarra.

E il Bambino Gesù che sta per nascere compie un piccolo miracolo. Oberndorf avrà il suo canto di Natale nella notte più santa dell’anno:
“Stille Nacht, Heilige Nacht”.

In poche ore vede la luce quello che diverrà il canto natalizio per eccellenza, un testo poetico e commovente, una melodia semplice e suggestiva, di struggente dolcezza: durante la Messa di mezzanotte la piccola chiesa di San Nicola risuona per la prima volta delle sue note, gli stessi autori lo eseguono, Mohr, accompagnandosi con la chitarra, nella parte del tenore, e Gruber in quella del basso.

Era il 24 dicembre del 1818, esattamente 200 anni fa!

Dal minuscolo villaggio sperduto nella valle, il lied valica le montagne del Salisburghese, tramandato da cantore a cantore, di Natale in Natale, rinnovando ogni volta la sua magia, fino a diffondere rapidamente, in tutta l’area germanofona prima, e poi in tutto il mondo (in America fu eseguito per la prima volta nel 1839). In Italia, diverrà conosciuto con il titolo “Astro del ciel”. L’Unesco ha proclamato “Stille Nacht” patrimonio culturale dell’umanità.

L’odierna Chiesa di San Nicola ad Oberndorf risale all’inizio del 1900, e non è quindi quella dei tempi di Mohr e Gruber, che, irrimediabilmente danneggiata negli ultimi anni dell’800 da una serie di piene del fiume Salzach che distrussero gran parte del paese, fu infine demolita.

Nel punto in cui allora sorgeva, è stata eretta e consacrata nel 1937 la “Stille Nacht Kapelle”, una minuscola costruzione bianca, il cui altare è sormontato da una pala in legno intagliato, policromo e dorato, raffigurante una Natività neogotica di Hermann Hutter, del 1915. Di fronte alla cappella si trova ancora oggi l’antica canonica dove viveva Mohr, come ricorda una lapide. Accanto, un piccolo museo dedicato alla storia di “Stille Nacht” conserva l’armonium che in quella famosa notte non funzionò, oltre a varie edizioni a stampa, di tutte le epoche, della canzone.

Ogni anno, il 24 dicembre, nella Cappella viene celebrata una Messa commemorativa alla presenza di migliaia di fedeli convenuti da ogni parte del mondo che, al termine della funzione, intonano, ognuno nella propria lingua, la “canzone del Cielo”.

Oggi “Stille Nacht”, tradotta in più di trecento lingue, interpretata dagli artisti più celebri (da Bing Crosby a Mahalia Jackson, da Elvis Presley al trio di tenori Carreras, Domingo, Pavarotti), e cantata la sera della Vigilia da oltre due miliardi di persone in tutto il mondo, è senza dubbio il canto natalizio più famoso e amato. Dal 2016, è stato scelto come proprio inno dalla Universalis Foederatio Praesepistica (Un.Foe.Prae., la Federazione mondiale delle associazioni presepistiche).

Questa Natività, ambientata nella Cappella che oggi si visita a Oberndorf, è un omaggio a “Stille Nacht” ed ai suoi autori nel duecentesimo anniversario della sua prima esecuzione: “Stille Nacht”, così come il Presepio, sono vere icone del Natale e simbolo del suo messaggio di pace e fratellanza universale.