Immagini sacre e presepi per bambini

Jeanne Hebbelynck (1891-1959): le immagini sacre e il Presepio adattati ai più piccoli.

Articolo di Michel Vincent (Associazione Belga Amici del Presepio) tratto dalla rivista “IL PRESEPIO” n. 244 del mese di dicembre 2015.

Tra i Presepi esposti presso il Museo dell’Associazione Italiana Amici del Presepio (https://www.museopresepioroma.it/) a Roma figura un atipico Presepio dal Belgio con personaggi infantili in gesso dell’artista Jeanne Hebbelynck di Gand, miniaturista ed illustratrice, il cui lavoro, proficuo e innovativo, influenzerà per più di tre decenni le immagini religiose per i più piccoli. Vi suggerisco di scoprire il suo mondo1.

Dutry Massy
Locandina della grande fabbrica Dutry-Massy, di proprietà dei genitori di Jeanne Dutry, che produce piastrelle di cemento per pavimenti

Jeanne DUTRY è nata a Gand il 20 giugno 1891 da una famiglia della borghesia. I suoi genitori possiedono la grande fabbrica Dutry-Massy che produce piastrelle di cemento per pavimenti: esse decorano le dimore di artisti e contribuiscono alla notorietà dello stile Art Nouveau.
Jeanne con le sue due sorelle si dedica all’acquerello da dilettante senza aver mai ricevuto alcuna formazione artistica. Questa tecnica permette rapidamente e con pochi tocchi di colore di creare un’atmosfera. Il suo stile si evolve verso realizzazioni sempre più accurate. Opta per la pittura a guazzo, che consente sovrapposizioni, ripensamenti e molti più dettagli nella composizione.

disegno originale anni 20
Disegno originale della fine degli anni ‘20

Nel 1915 sposa l’avvocato Leon Hebbelynck (1878-1951), che più tardi divenne Presidente dell’Ordine degli Avvocati della Corte d’Appello. Il loro figlio Jacques (†2003) è nato nello stesso anno. L’Europa è in guerra, la linea del fronte della Yser è distante solo poche decine di chilometri. Jeanne dipinge scene religiose in miniatura e le sue opere riscuotono grande successo. I proventi della loro vendita in occasione di eventi di beneficenza sono devoluti ai figli dei prigionieri di guerra e agli orfani.

Bouquet spirituel anni 20
Il “Bouquet spirituel”

Nella produzione di quel periodo prevalgono scene della vita della Vergine e del Bambino Gesù, che rivelano il suo temperamento mistico. Jeanne è influenzata dai maestri del Quattrocento, in particolare Beato Angelico, dal quale riprende le tematiche e il colore. Pieter Breughel il Vecchio influenzerà invece i suoi paesaggi. Recepisce anche la lezione dei suoi contemporanei della scuola di pittura di Laethem Saint Martin2 in particolare il pittore impressionista Valerius de Sadelaer, del quale apprezza i paesaggi fiamminghi, ed Albert Servaes, pittore espressionista, per la parte religiosa e simbolista. A queste tendenze artistiche, si è tentati anche di aggiungere i cataloghi della fabbrica di famiglia che forniscono l’abbondanza di fregi e arabeschi che si trova a volte ai margini dei suoi disegni!

Nel maggio del 1919, è costretta ad abbandonare la sua arte a causa di un glaucoma. La sua vista si è indebolita. Altri due bambini sono nati, Martine nel 1920, di cui si dirà, e Geneviève tre anni dopo. Jeanne si dedica così esclusivamente alla sua vita di madre e moglie.
Dal 1926 decide di riprendere la pittura. La sua povera vista l’allontana dalla miniatura. Lavora sui formati più grandi che utilizzano un sistema di griglia, decalca e completa i suoi disegni a matita in inchiostro. La stampa permetterà la riduzione dei suoi disegni a volte fino al decimo della dimensione originale. Sviluppa temi religiosi per i bambini, ma anche annunci di nascite, battesimi, comunioni…

La meravigliosa storia della Beata Vergine
Un’illustrazione da “La meravigliosa storia della Beata Vergine”, in collaborazione con Elisabeth Wauters de Be- sterfeld (1884-1940) e Desclée de Brouwer, 1940. Raccolta M. V.

Questo movimento, o meglio questi movimenti, riuniscono insieme diverse generazioni di artisti e correnti artistiche. I primi artisti trovano ispirazione nei primitivi fiamminghi e nel passato. E’ venata di misticismo e di una religiosità che può essere collegata al simbolismo.
Jeanne dipinge a mano ciascuno dei suoi disegni, stampati in centinaia di copie. Con il deteriorarsi della sua vista, inizialmente affida alle figlie la colorazione. Data la mole di lavoro però, istruisce successivamente altre ragazze che lavoreranno sotto le sue direttive.

l’asino di Betlemme
Illustrazione per « L’âne de Bethléem » (l’asino di Betlemme), testo di Camille Melloy, Desclée-De Brou- wer; Brugges 1936. Raccolta M.V.

Ogni immagine è controllata dall’artista e, se accettata, viene contrassegnata con una rosa in rilievo sulla carta che simboleggia il nome del suo studio: il Rosario. L’idea di avvicinare i bambini alla fede attraverso immagini religiose non è nuova. Nate all’inizio per contrassegnare le pagine del Messale, queste immagini conosceranno un vero boom durante il XIX secolo con la riproduzione industriale. Si rimprovererà loro a volte una certa sdolcinatezza o una scarsa ortodossia3, ma comunque le immagini sono le stesse per tutte le fasce di età. In questo, Jeanne Hebbelynck fa un lavoro pionieristico.

Le sue composizioni sono particolarmente adatte per la psicologia e l’acuità visiva del pubblico giovane: le forme sono schematizzate e rimarcate da linee e contrasti cromatici, l’uso di colori puri o attenuati mette in risalto il tema in uno sfondo semplificato dove la prospettiva è mitigata, le ombre e i rilievi sono assenti. La tecnica dei piani di tinta unita è privilegiata, come nelle stampe giapponesi molto in voga in quei primi anni del XX secolo.

pile per l’acqua santa della TECO
Due pile per l’acqua santa di marchio TECO. La prima (porcellana grigia, 12,5 cm), più classica, lega l’Infanzia e la Passione ricordando l’iconografia sulpiziana. La seconda (in bianco, 10,5 cm) non manca di umorismo, con un diavolo terrorizzato che porta il frutto proibito e il cherubino che intinge un ramoscello nell’acqua. Raccolta M.V.

L’editore brugese Desclée De Brouwer è il principale diffusore di questo immaginario. In breve incoraggia la nostra artista ad illustrare libri per bambini. Jeanne collabora con autori di fama, tra cui il sacerdote e poeta Camille de Paepe (pseudonimo: Camille Melloy 1891-1941), lo scrittore fiammingo Stijn Streuvels (1871-1969) e la scrittrice originaria di Liegi Jeanne Cappe (1895-1956). Questa letteratura rimane focalizzata su temi religiosi. Solo due libri, La légende de la reine Astrid (La leggenda della regina Astrid ) et Arlequin (Arlecchino), han- no un carattere laico.

Madonna col Bambino
Madonna col Bambino molto originale distribuita da MSA. Ha un carattere fiammingo: il Bambino Gesù è calzato di zoccoli, le stoffe a quadretti sono un motivo frequente nel lavoro di Jeanne Hebbelynck. Altezza 25 cm. Raccolta M.V.

Se si aderisce pienamente alla forma, si deve avere una visione più critica sui temi. La storia sacra in se stessa non pone alcun problema, ma questo tipo di immagini orienta a volte i bambini verso un processo di indottrinamento, ed alla fine questa metafora dell’infanzia rischia di mantenere i loro sentimenti religiosi in uno stadio infantile. Dà anche una visione di un cattolicesimo onnipotente e infallibile che può oggi sembrare obsoleto dopo il Vaticano II !4

E infine compaiono i prodotti derivati, come si dice in marketing moderno5. Gessi e porcellane vengono creati nello stile Hebbelynck. Jeanne non modella, disegna la sua idea e dà le sue direttive.
La realizzazione è affidata a due artisti: Frédéric de Smet (1876-1948), pittore, scultore e critico d’arte di Gand, e l’incisore Gustave Rigelle (1908-1981), che produrrà principalmente opere in vetro6.

Pila per l’acqua santa con Gesù nella culla (altezza 12 cm). Raccolta Geron.
Pila per l’acqua santa con Gesù nella culla (altezza 12 cm). Raccolta Geron.

Quando inizia la produzione di sculture di porcellana, Jeanne è ormai cieca e tasta i modelli proposti con la punta delle dita prima di dare il suo consenso o suggerire modifiche.
Statuette in gesso vengono eseguite in migliaia di copie e distribuite dalla Maison Saint-Augustin (MSA Gand)7. Presumibilmente, il Presepio del Museo di Roma, creato per il Natale 1935, fa parte di questa produzione. La società TECO, presso Liegi, produsse opere in porcellana, tra cui un Presepio in rilievo, Madonne, pile dell’acqua santa e figurine varie8. Una produzione sarebbe esistita anche a Desvres in Francia, ma non se ne trovano esemplari.
Nel 1937, in seguito ad una operazione mal riuscita, Jeanne diventa completamente cieca. Assistita dalle figlie e dai suoi “allievi”, continua però a dare consigli per la colorazione. La sua figlia maggiore Martine illustrerà diversi libri.

Morirà prematuramente nel 1942, a soli 22 anni. Jeanne scrive anche libri in Braille. Rimasta vedova nel 1951, si ritira alla Madonna Mediatrice di Gand. Muore di cancro alla gola l’8 maggio 1959.

Pastore e pecore di Jeanne Hebbelynch
Pastore e pecore di Jeanne Hebbelynch nella serie “artistica” di TECO. L’opera ha per titolo “Buon Natale”.
1 L’opera di Jeanne Hebbelynck è stata oggetto di tesi di storia dell’arte in lingua fiamminga all’Università di Lovanio. Alcune delle informazioni provengono da questo lavoro: KESTELOOT Celine, Jeanne Hebbelynck (1891-1959), Haar leven en Werk, met oeuvre catalogus, Leuven, KUL, 2004. Cfr. anche il catalogo della mostra: Jeanne Hebbelynck 1891-1959 Miniaturist en illustrator, Leuven, Central Biblioteek, 2008.
2 Apparsa alla fine del XIX secolo, prende il nome da un villaggio sul fiume Lys, a sud di Gand.
3 L’abate Hurel nel libro Arte Sacra Contemporanea, Didier, Paris 1868, aveva già protestato contro gli eccessi e le licenze adottati nei confronti del dogma e della storia sacra. L’arte religiosa era già stata reinquadrata. Nel mese di dicembre del 1563, il Concilio di Trento aveva emanato in risposta alle sfide riformiste un decreto che riaffermava la legittimità dell’esposizione delle immagini, in continuità con il Concilio di
Nicea II. Sette anni più tardi, il teologo fiammingo presso l’Università di Lovanio, Jean Vermeulen detto Molanus, colma una lacuna e pubblica il Trattato di immagini sacre, dove illustra il modo corretto di rappresentare l’iconografia dei santi e i misteri della fede.
Questo libro, regolarmente ristampato, sarà un riferimento nel mondo occidentale fino alla metà del XIX secolo. Cfr. MOLANUS, Traité des saintes images, Cerf, Parigi 1996, 2 volumi, testo in latino e traduzione francese.
4 Libri che ho potuto vedere o che possiedo sono oggetto di una censura ecclesiastica di controllo e di un imprimatur quando si tratti di racconti che descrivono temi religiosi, con nozioni teologiche molto generiche
5 Allo stesso tempo in Germania assistiamo a un fenomeno simile. Il produttore di porcellana Franz Goebel, ispirato da cartoline, editerà una collezione di statuette popolari secondo disegni espressionisti della suora francescana Maria Innocentia Hummel (1909- 1946). Da questi disegni che rappresentano bambini ed angeli saranno anche realizzate figurine da Presepio. La produzione si fermò nel 2008. In Belgio, sulla stessa scia, si può anche citare un Presepio dell’ illustratore J. Gouppy e quelli delle sorelle Suzanne (1913-2008) e Josette (1920-?) Boland per TECO. Vedere la nota 8.
6 Alcuni dei disegni di Jeanne Hebbelynck sono stati riprodotti in vetro opalino colorato chiamato “Marbrite”. Questo materiale, imitando il marmo, offre una gamma piuttosto ampia di colori. E’ stato utilizzato tra il 1922 e il 1964, specie per le facciate Art déco e l’arte funeraria. Il figlio di Gustave Rigelle, Erik, era artista del vetro.
7 Da non confondere con l’attuale Biblioteca Sant’Agostino presente in vari paesi, che ha la sua sede in Svizzera, a Friburgo. La sede della “Maison Saint-Augustin” era al 21 della Via Magelein a Gand.
8 Marc Geron, grande collezionista di porcellane TECO ed ex proprietario della società, mi ha fornito una serie di lettere originali datate dall’8 al 22 aprile 1938 tra Jeanne Hebbelynck e la società TECO. Sembra che questo sia l’inizio della loro collaborazione. La TECO si propone di far realizzare in terracotta dallo scultore una Madonna, un Presepio in bassorilievo (“Gloria in excelsis”), una pila dell’acqua santa intitolata Lontano dal pericolo (che potrebbe essere quella con il diavolo, ma in dimensioni più piccole del formato proposto) ed una statua da Comunione. L’opera si chiamerà nel catalogo “Libera nos a malo”, come recita il Pater Noster. Questo sembra essere l’inizio della produzione di arte sacra alla TECO: la Natività è il n° R(-eligioso) 1 nel catalogo. Seguiranno ancora altri modelli.
La società TECO (abbreviazione di Theunissen and Company) è fondata nel 1920. Produrrà apparecchiature elettriche di isolamento in porcellana. Per molti, a Liegi, il nome TECO è legato ancora all’interruttore del contatore elettrico. Con un enorme forno a ceramica di 40 m³, inizia molto presto la produzione di attrezzature di laboratorio, articoli per la tavola, sculture funerarie (testa di Cristo coronato di spine, angeli) e diversi articoli religiosi e artistici di qualità. TECO ha adattato la produzione ai tempi. Realizza pezzi d’Art déco o serie di design con linee nitide per l’Esposizione Universale di Bruxelles del 1958. Il reparto di porcellana ha occupato fino a 80 lavoratori su un totale di 300 dipendenti. Jeanne Hebbelynck ha influenzato altre due artiste di Liegi, Suzanne e Josette Boland, che hanno realizzato un Presepio raro. Se TECO esiste ancora oggi sotto altre etichette, la produzione di porcellana cessa nel 1970. L’impianto è stato distrutto alla fine del secolo scorso e sostituito adesso da un centro commerciale. Ringrazio Marc Geron per l’aiuto ed il mio amico Dominique Jansen per la sua testimonianza. Suo padre gestiva il laboratorio.