Un messaggio di don Andrea Cattaneo agli Amici del Presepio: il perdono come via per costruire fraternità e speranza.
Carissimi Soci,
a pochi giorni dal nostro grande pellegrinaggio giubilare, che vivremo insieme come Associazione Italiana Amici del Presepio, sento il desiderio di condividere con voi alcune riflessioni.
Vivere il Giubileo e varcare la Porta Santa significa predisporre il cuore a ricevere un dono di grazia: il perdono di Dio.
Un perdono che non può ridursi a un gesto esteriore, ma che deve trasformarsi in un nuovo stile di vita, radicato nella Misericordia.
La Misericordia e il perdono non sono realtà identiche.
Il perdono presuppone una colpa, un errore, un peccato da cui essere sciolti; la Misericordia, invece, è l’atteggiamento di un cuore che vede il fratello con benevolenza, libero da invidia, cattiveria, gelosia e rancore.
Nel mistero dell’Incarnazione, Dio ha scelto di chinarsi con tenerezza sull’umanità fragile e ferita. Il presepe — che noi amiamo e custodiamo con tanta passione — ci ricorda proprio questo: un Dio che si fa piccolo per guardarci con occhi di misericordia e offrirci il suo perdono.
Contemplare la grotta di Betlemme significa lasciarsi raggiungere da quello sguardo, imparando a riconoscere nei volti dei fratelli la presenza del Bambino Gesù.
Per questo, anche nella vita associativa non può esserci spazio per gelosie, risentimenti, rivalità o personalismi. Lo sguardo misericordioso deve fondare una stima sincera e reciproca, capace di costruire fraternità e comunione.
Perdonare non significa negare il male o fingere che nulla sia accaduto: il male resta male e la cattiveria resta cattiveria. Tuttavia, il perdono penetra nel cuore della persona e la libera.
In questo Giubileo chiediamo la grazia di riconoscere l’errore e, allo stesso tempo, il coraggio di perdonare — non l’azione sbagliata, ma la persona.
Senza uno sguardo misericordioso non c’è futuro.
Con questi sentimenti, e illuminati dalla luce di verità e di giustizia che giunge dalla grotta di Betlemme, ci apprestiamo a vivere un tempo di Grazia e di rinnovamento che l’Anno Santo mette nelle nostre mani.
Vi attendo, prego per voi e con voi, e non vedo l’ora di incontrarvi personalmente a Roma.
Don Andrea Cattaneo



