“La Taranto paisielliana del ‘700” – Presepe sociale 2017

Paisello - Taranto - VigeeLeBrun

Paisiello al clavicordo – di Elisabeth Vigee Le Brun (1791)

Un omaggio al musicista Giovanni Paisiello. Il Presepe realizzato nel 2017 dagli Amici della Sede AIAP di Taranto.

“La Taranto paisielliana del ‘700” è un progetto che l’associazione ha fortemente voluto attraverso la realizzazione di una struttura artistica di un presepe-denuncia. Taranto ha dato i natali a uno dei più grandi musicisti di tutti i tempi: Giovanni Paisiello. Un nome che nelle corti d’Europa come Vienna, Parigi, Pietroburgo, era sinonimo di genialità, estro, ma che a Taranto, oggi, vuol dire ben poco. Prima di deliberare il progetto sono state approfondite ricerche con la collaborazione dello storico tarantino prof. Antonio Fornaro e dopo aver raccolto notizie documentate e tanto materiale fotografico tra i vicoli della Città Vecchia di Taranto si è giunti alla conclusione che non si possono ignorare le condizioni di degrado in cui versa l’antica dimora di Giovanni Paisiello. Una abitazione modesta, eppure colma di significato, che potrebbe e dovrebbe ospitare un museo dedicato al grande artista. Per questo l’associazione si è adoperata per presentare all’intera cittadinanza una riproduzione artistica, attraverso un plastico-diorama della misura di cm 200 x 210, che rappresenta scorci e vicoli della Taranto del ‘700, riproponendo tradizioni, usi e costumi dell’epoca.

taranto casa di g. paisiello

Taranto, casa di G. Paisiello

Un messaggio di speranza, in un futuro immediato, per vedere questa struttura adibita ad altro uso. In contrapposizione, in primo piano, la casa del Paisiello allo stato attuale, murata, puntellata e con delle scritte sulle pareti che ben rappresentano il titolo dato al nostro progetto. In questo contesto fantasioso tra passato e presente si collocherà Giuseppe e Maria in cerca dell’alloggio e saranno proprio i pescatori di oggi, che rappresenteranno il popolo, che si adopereranno a liberare gli accessi murati dell’abitazione dell’artista per ospitare, nel luogo più umile, la Sacra Famiglia. Quel varco sta a simboleggiare la speranza affinché attraverso quel passaggio, quello spiraglio di luce possa riportare la vita. La vita che in questo caso è rappresentata da Maria partoriente che si appresta ad occupare l’edificio fatiscente per prepararsi alla nascita di nostro Signore Gesù. L’opera è ricca di metafore quali il Duomo, la vista di uno spiraglio di mare, vicoli bui e misteriosi, via Cava, l’attuale Università “A. Moro”, il bambino posto al centro della struttura che rappresenta il futuro che fa tesoro dell’esperienza del signore anziano seduto sulla destra che rappresenta il passato. Questo personaggio è stato posto, volutamente, al limite tra la Taranto del ‘700 e lo stato attuale della città che troviamo in prossimità del boccascena.