Le costruzioni palestinesi nel presepe

Le case palestinesi ai tempi di Gesù.

Articolo di Valentino Vichi tratto da “Il Presepio” n. 16 del mese di ottobre 1958.

Nelle città, nei paesi, nei villaggi al tempo di Gesù, la maggior parte delle abitazioni erano piccole e basse, come nelle nostre città avanti e durante la prima guerra mondiale, i cosiddetti rioni popolari ove viveva ed in parte vive tutt’ora il popolo minuto.

Tutto consisteva nel piano terreno, costruito con pietra rossiccia squadrata, le finestre asimmetriche erano talmente anguste che appena permettevano affacciarsi. La porta era sostenuta da un architrave in un legno di noce, quercia o cedro. In alcune di queste abitazioni v’era una porta di chiusura, in altre fungeva da porta una semplice stuoia.

Nella massima parte queste case possedevano una scaletta di pietra esterna per accedere sul tetto (pianeggiante non a cupola) con un rialzo ai quattro lati in modo da formare un terrazzo.

Le famose cupole non esistevano al tempo di Gesù nella terra di Palestina, oggi, dopo venti secoli, se ne vedono pochissime. Io ritengo che il tetto tondo di pomice sia una caratteristica più che altro dell’Africa del nord, nord-ovest e più propriamente della fascia costiera a partire dal delta del Nilo, fino alle terre del nord Africa bagnate dall’Oceano Atlantico. Quelle che esistono oggi nel continente afro-asiatico furono importate dopo l’avvento dell’Islamismo.

Questo genere di abitazione in quella epoca lontana costituiva una certa evoluzione ed era abitata in linea di massima da operai, artigiani, piccoli proprietari o benestanti.

Il cosiddetto borghese, piccolo o grande che fosse stato, viveva in palazzetti di mole più grande forse con più ali di fabbricato ma sempre nel medesimo stile in pietra; altre di queste bicocche erano cinte da mura merlate di sicurezza (come i ruderi del Palazzo di Erode a Gerusalemme).

Altro complesso che faceva parte della Terra Santa era costituito da case, meglio abitacoli per la gente più misera e indigente, quali pastori, mendicanti… Si metteva insieme della paglia, del fango impastato con sterco di mucca e per tetto della paglia sostenuta da travi in legno con la sola porta e senza finestre. Qualche volta veniva data una mano di calce.

Riguardo la colorazione si può passare sul gesso una tinta grigio chiaro unito ad una minima parte di azzurro, oppure lasciarle del colore del gesso. Altro colore dominante in Palestina è il marrone rossiccio (molte costruzione vengono fatte con pietra locale di questo colore). Per ottenere tale tinta adoperare la terra di Siena bruciata con del giallo e bianco.

esempio casa palestinese presepe

Esempio di casa palestinese inserita in una collina

  1. Sperone di roccia ove a ridosso veniva costruita la casa
  2. Camera scavata nella roccia
  3. Seconda camera comunicante
  4. Porta di comunicazione
  5. Ripiani nel pavimento funzionanti da divisorio
  6. Camera principale
  7. Porta ingresso esterna
  8. Altro elemento della casa funzionante da rimessa
  9. Apertura nella roccia comunicante con la casa