L’opinione di alcuni cittadini sui presepi 2018 in Trentino

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Dopo la “schedatura” dei presepi nelle scuole, altre polemiche sui presepi in Trentino.

”Ci chiediamo quali fossero i pensieri dei bambini più piccini vedendo questi presunti presepi ascoltando la verità edulcorata dai genitori”.

Partire dai bambini e dai loro pensieri per capire se si è fatto bene o no.

A chiederlo alcuni genitori che hanno sottoscritto una lettera che pubblichiamo integralmente qui sotto sui poveri presepi che, loro malgrado, hanno tenuto banco in questa fase dell’anno.

Da quando il presidente Fugatti li ha strumentalizzati politicamente ”invitando”, nel suo discorso programmatico di legislatura, ad allestirli in luoghi pubblici e scuole, quello che era uno dei simboli di pace e amore universale si è trasformato in territorio di scontro politico (tanto da arrivare a chiedere alle scuole se poi la Natività è stata realizzata nell’istituto oppure no).

Tre presepi in particolare hanno fatto discutere e hanno provocato reazioni: quello di Carollo, realizzato con dei manichini da centro commerciale in Piazza Rosmini a Rovereto, vandalizzato a più riprese da ignoti; quello della Chiesa di San Rocco sempre a Rovereto, con dei feti che segnavano il percorso che portava fino a Gesù, per protestare contro gli aborti, che ha visto bruciare il portone della struttura che lo aveva ospitato; quello di Trento del Santissimo realizzato dai parrochiani e raffigurante Gesù, Giuseppe e Maria su una zattera, come dei moderni migranti, che ha fatto arrabbiare e molto proprio i partiti di maggioranza in Provincia impegnati a respingere i profughi e a sospender loro corsi di accoglienza e assistenza.

Ecco l’opinione di alcuni cittadini su quanto accaduto:

Il Natale è trascorso, le polemiche no!

E il motivo di questa lettera non è arrivare in ritardo con le polemiche, ma chiedere ciò che vogliamo lasciare ai nostri figli e nipoti, puntualizzare ancora una volta qual è il messaggio della Nascita Santa. Pur non condividendo l’espressività “artistica” natalizia 2018 del presepe antiabortista sulla gradinata per raggiungere il sagrato della chiesa di San Rocco a Rovereto, pur non condividendo l’altra “opera artistica” in Piazza Rosmini della stessa città, condividiamo il presepe dei migranti che è stato esposto davanti alla chiesa del S. Santissimo di Trento.

Non condividiamo perché il messaggio che le due espressioni volevano dare pubblicamente (viste quindi da grandi e piccini) non era il messaggio della nascita di Gesù al quale i credenti (e ormai anche molti non credenti) guardano come messaggio di Speranza. Li abbiamo visti come messaggi disumanizzanti e fuorvianti. Il messaggio che (forse) volevano esplicitare non era certo quello dell’accoglienza, della buona volontà nella costruzione di una società più umana, più unita, più rivolta all’altro chiunque esso sia, da qualsiasi parte provenga.

Ci chiediamo quali fossero i pensieri dei bambini più piccini vedendo questi presunti presepi ascoltando la verità edulcorata dai genitori, i commenti negativi sentiti di trafugo; ci chiediamo che cosa abbiano generato nelle loro menti, nei loro sentimenti. Natale diverso questo appena trascorso. Natale difficile, brutto per i molti che credono nei valori cristiani che altro non sono che valori etici comuni a credenti e non credenti. Non facciamo più di tutta l’erba un fascio. Per cortesia non ripetiamo più questo modello.

Ci stiamo però anche chiedendo, allarmati e disgustati, quale messaggio voleva o volevano dare i furbi che l’altra notte hanno appiccato fuoco alla porta della Chiesa di San Rocco in Viale Trento a Rovereto. Non è così che si può dare un messaggio di disapprovazione con “quel” presepe esposto: la bruttezza si sconfigge con la bellezza, ricordiamocelo. Ricordiamoci che gli atti di violenza, da qualsiasi parte arrivino, si combattono con la conoscenza perché crea comprensione, accoglienza, umanità, amicizia, condivisione.

Sulla facciata della chiesa hanno inoltre scritto “I veri martiri sono in mare”. Non è con gli atti di vandalismo che non ci saranno più i martiri. Ma vogliamo far presente che se di martiri si vuole parlare, oltre ché a quelle che migliaia di persone che sono perite in mare (e probabilmente periranno…), anche tutti noi italiani che non aderiamo a queste modalità di espressione disumanizzata ci riteniamo vittime dovendo vedere nuovamente distrutti quei Diritti Fondamentali dell’uomo e quella Dignità Umana che fanno dell’uomo un’umanità più autentica.

Condividiamo infatti pienamente il messaggio che il “presepe dei migranti” di Trento ha espresso molto semplicemente nei confronti dell’emergenza che anche in questi giorni ci ha visti, chi più chi meno inermi, di fronte a scelte disumane e fuorvianti di chi vuole voltare la faccia dall’altra parte, forte di decreti che possono creare domande sulla loro legalità, decreti che eludono gli articoli che i nostri Costituenti usciti da una tempesta di disumana violenza hanno deciso di regalarci per vivere un periodo di Pace duraturo e consapevole in un mondo aperto all’Umanità, al Sentimento, alla Gioia di vivere.

Perché non possiamo pensare positivo e quindi lavorare tutti insieme per dare alla nostra città, al Trentino e all’Italia un futuro consapevole delle problematiche che investono oggi uomini e donne cercando soluzioni condivise che possano ritornare utili per una società vivibile?

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