Luis Carratalà, scultore del Presepio

A 30 anni dalla sua scomparsa ripercorriamo insieme la vita presepistica di Luis Carratalà, uno dei più grandi scultori di statue per il Presepio del secolo scorso.

Articolo di Josep M. Garrut (traduzione e adattamento di Vito Erriquez) tratto dalla rivista “Il Presepio” del mese di giugno 1992.

Le statue del Presepio sono da considerarsi vere e proprie sculture, sia per ciò che riguarda le loro dimensioni che per la bravura degli autori e non devono essere confuse con ciò che comunemente viene chiamato bibelot, parola francese che indica puerilità di forma e di significato.

Luìs Carratalà y Vila, nacque a Barcellona il 1° dicembre del 1895 e morì il 5 giugno 1991 nella stessa città nella quale visse per più di novantacinque anni. La sua vita è stata prodiga di attività diverse, da attore a scultore, con una parentesi durante la quale fu funzionario municipale. Ma alla base della sua vocazione rimasero gli aspetti di attore e di scultore.

La sua devozione all’arte della scultura risale ai suoi primi anni quando si dedicò alla modellazione di piccole statue per il Presepio. La sua sensibilità artistica e la sua grande professionalità si svilupparono durante l’apprendistato che egli intraprese presso importanti botteghe di scultori. Iniziò prima come praticante e poi come lavorante al fianco di maestri famosi come, Josep Llimona. Lavorò a sculture in legno e in marmo prima di entrare nella bottega di Claudi Rius, allora situata, nella Via Enric Granados vicino all’Arribau, a Barcellona. Carratalà collaborò molto attivamente, realizzando la figura di Maria Maddalena, ad un gruppo di grande dimensione, il «SANTO SEPOLCRO», eseguito in marmo bianco dallo scultore Llimona, e sito in una cappella del chiostro della Cattedrale, dove si trova la tomba della famiglia Girona che sovvenzionò la facciata della basilica barcellonese. Tale opera accreditò Carratalà come scultore completo.

Raccontano che da ragazzo quando gli chiedevano che cosa avrebbe fatto da grande egli rispondeva senza esitazione: scultore! Per questo all’età di quattordici anni vinse un concorso, riservato ai ragazzi, modellando la testa di un mendicante. La vocazione per la scultura si mantenne viva in lui con un entusiasmo giovanile durante i suoi quasi cento anni di vita. Frequentò da bambino le scuole elementari e poi il collegio del Sacro Cuore di Maria, ma non abbandonò mai quest’arte sebbene non fosse la sua unica propensione. Si dedicò anche al teatro, come attore, che gli diede fama in varie rappresentazioni sulle scene ed in lingua catalana. In questo idioma recitò in drammi famosi come: «Mare e Cielo», «Il mistico», «Terra bassa» (tutte opere tradotte in italiano) dell’autore Angel Guimerà e in lavori del noto poeta e drammaturgo Josep M. de Sagarra e tanti altri. Egli ebbe un pubblico fedele ed entusiasta che seguì sempre le sue interpretazioni teatrali.

In tale attività vediamo un parallelo col nostro stimato amico, presepista senza frontiera, che fu il grande Angelo Stefanucci, anch’egli valente attore. Carratalà iniziò l’attività teatrale nel 1924 quando entrò a far parte della compagnia Vila-Davi, arrivando poi col tempo a divenire un capocomico di primo ordine. Lavorò anche con la famosa attrice Maria-Matilde Almendros e con Mario Cabrè, attore, torero e poeta, di cui divennero di fama mondiale le avventure sentimentali con Ava Gardner.

Luis carratalaCome scultore Carratalà fu creatore di molte Natività e statuine di tipologia pastorizia del Pireneo catalano, elevando questa tradizione locale ad interesse internazionale. Fu Amico del Presepio con amore e altruismo e benché non guadagnasse delle grandi somme tutta la sua vita fu spesa a modellare statuette ed il suo entusiasmo era tale che, in molte occasioni, regalava le sue statue o le dava a poco prezzo se veniva a sapere che andavano a presepisti, rispettando il vero spirito natalizio. Si sposò nel 1920 con Dolores Mollevi da cui ebbe due figli. Alla morte di uno di essi, sua figlia, Montserrat, visse con lui continuando la tradizione di scultrice di statue da Presepio. Nel 1933 morì anche la moglie ed a partire da questo momento fino alla sua morte, come si è detto, gli fece compagnia la figlia che è stata l’angelo custode della sua vecchiaia. Per ragioni economiche, poiché da giovane non sempre aveva possibilità di recitare per mancanza di scritture, fu per alcuni anni funzionario del Municipio di Barcellona. Lavorò come esattore del dazio, un’occupazione che era l’antitesi della sua maniera di essere, fatta solamente per pura necessità.

Luis CarratalàCarratalà è stato uno dei maggiori creatori di statue del suo tempo, un lungo periodo di vita intensa, di costante lavoro e di permanente ispirazione, che sono stati motivi di apprezzamenti ampiamente meritati. Nel corso degli ultimi venti anni gli vennero conferiti molti riconoscimenti provenienti da diverse località della Catalogna, quali Centelles, Matarò, Roda de Ter, Vilanova i la Geltrù, Canyelles Petites e Barcellona. Nel 1989, il Governo Regionale Autonomo della Catalogna gli conferì l’onorificenza della «Croce di Sant Jordi », un alto riconoscimento concesso a coloro che hanno dato lustro al paese. Le sue opere furono sempre richieste dai presepisti per la loro originalità derivante dal fatto che oltre ad essere stupende erano abbigliate con indumenti catalani del secolo XVIII e XIX, riflettendo una società che apparteneva al mondo rurale, alla terra. Con la sua morte Carratalà lascia un vuoto che sarà difficile colmare: il suo mestiere appreso nell’arco della sua lunga vita e la sua esperienza lo resero uno dei più accreditati scultori di statue del XX secolo. Riposi in pace l’attore famoso della scena catalana e lo scultore, uno dei più grandi artisti del Presepio che ci abbia dato la Catalogna.