Poesia “Il viaggio dei Magi” di Francesco Ciavarella

immagine copertina FB AIAP - Re Magi seguono la stella cometa

In attesa dell’Epifania vi proponiamo questa poesia scritta dall’Amico Francesco Ciavarella di San Severo (FG) che ringraziamo per la condivisione e per la passione che dimostra in ambito presepistico e soprattuto per l’affetto verso la nostra Associazione.

Il viaggio dei Magi

 

Nel cielo brilla più che mai splendente,

è Cometa: la stella del Reggente,

indica ai Re Magi con la sua scia,

come raggiunger la santissima Via.

 

Vengon Lor dall’estremo Oriente,

cercando un evento sorprendente,

per un percorso irto di sterpaia,

lungo sentieri fatti di pietraia.

 

Va’ sulla Giudea l’astro celeste,

Betlemme si prepara alle feste,

con tuniche di seta e di saia,

dalla Persia son giunti i tre Raià.

 

Lì nella mangiatoia è giacente,

è il Re dei Re: un bimbo dormiente,

ecco allora che con tal allegria,

i Re Magi adorano il Messia.

 

Commento

L’Autore descrive il lungo viaggio compiuto dai Re Magi per contemplare la nascita di Gesù Bambino.

I tre sapienti uomini e studiosi di astri, provenienti dalla Persia (“Vengon Lor dall’estremo Oriente”; “dalla Persia son giunti”), decidono di intraprendere un lungo viaggio seguendo la “Cometa”, ossia la stella che li condurrà al luogo in cui, secondo le loro previsioni, accadrà un evento mirabile (“cercando un evento sorprendente”). È quindi la stella Cometa la coordinata cosmica osservata, studiata e seguita dai Re Magi per contemplare la nascita del Signore.

Il viaggio si rivela lungo, pericoloso e faticoso (“irto di sterpaia”, “sentieri fatti di pietraia”).

Alla fine, però, i Magi giungono alla grotta ove vedono un semplice bambinello deposto in una mangiatoia, in cui dorme felice e beato (“nella mangiatoia è giacente”; “un bimbo dormiente”). Il Bimbo è “il Re dei Re”: è Dio fatto Uomo. Gesù Bambino è il Messia, che è sceso sulla Terra per salvare l’umanità dal peccato.

Alla vista di tale scena, i Magi capiscono di aver fatto bene a compiere il viaggio, perché solo così facendo essi hanno avuto la possibilità di ammirare il Signore Dio, di fronte al quale – in segno di profonda devozione – si sono genuflessi per adorarlo intensamente offrendogli degli appropriati doni pregiati (“i Re Magi adorano il Messia”).