Il presepe non è un simbolo, è un racconto

Rieti - oratorio san pietro - presepe tedesco 4Articolo di Davide Rondoni sul Presepe, pubblicato su Avvenire.it.

Riportiamo qui un estratto dell’articolo apparso su Avvenire.it, a firma di Davide Rondoni, sul presepe.
L’articolo intero può essere letto al seguente link: https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/guardate-il-presepe-non-branditelo

 

Il presepe non è un simbolo, è un racconto. A questo pensavo vedendo ovunque i segni del presepe e, contemporaneamente, nei media riaffiorare anche quest’anno, per motivi diversi, le discussioni intorno alla pertinenza del suo allestimento in luoghi pubblici.
Ci divideremo anche sul presepe? Sulla cosa più semplice e mite, sulla creatura poetica e delicata di san Francesco – santo che tutti a parole peraltro onorano? Quando lo inventò, il santo e poeta non volevo creare un simbolo, ma raccontare nuovamente un fatto.
Anzi il più grande fatto della storia, l’avvenimento che ha portato nel mondo, come dice Ungaretti, un Dio che ride come un bimbo, un Dio che non allontana gli infedeli, che non respinge i poveri, che non evita i fragili. Vorrei che fosse ancora così, un racconto più che un simbolo.
I simboli possono essere anche impugnati e difesi, e certo va fatto quando sono in gioco questioni serie. Ma il presepe non va brandito, va guardato. Va ascoltato. Con il cuore commosso di chi – come l’innamorato di fronte al sì, all’eccomi della donna amata – si trova dinanzi a un dono immenso, sproporzionato ai suoi meriti e alle sue capacità.
Perciò viva ogni piccolo o grande presepe, ogni piccola o grande versione d’un racconto del Fatto che ci dà speranza.