Presepi storici: Il Presepio del Santuario di Rho

Il Santuario della Beata Vergine Addolorata di Rho (MI) conserva uno dei più interessanti Presepi in sagoma dipinta del secolo XIX, opera di Giuseppe Carsana (Bergamo, 1822-1889).

In area lombarda, specialmente a partire dal XVIII secolo, si sviluppò una notevole e originale produzione di Presepi di carta a due dimensioni (detti Presepi a silhouettes), dapprima commissionati e dipinti da artisti e successivamente anche stampati per i ceti più popolari.

Il Presepio del Santuario di Rho, erede di questa impor­tante tradizione, fu dipinto da Giuseppe Carsana, pittore formatosi all’Accademia Carrara di Bergamo e che molto ha lavorato all’interno della basilica, realizzando tra 1’altro i sei grandi affreschi raffiguranti i Dolori di Maria nei transetti e in controfacciata.

L’opera si fa tradizionalmente risalire alla seconda metà del XIX secolo, in corrispondenza degli anni in cui lavorò agli affreschi che sono datati e firmati 1868.

Il colpo d’occhio d’insieme è straordinariamente scenografico, quasi un palcoscenico con attori dipinti: i grandi teli, ancorati attraverso un sistema di carrucole e corde di tipo teatrale di cui è dotata la cappella laterale di Sant’Anna, in cui tradizionalmente si allestisce, simulano l’interno di una grotta aperta nello sfondo su un vasto paesaggio arabeggiante.

Sopra la capanna una gloria di angeli musicanti suona il Gloria in Excelsis Deo, ripresi da un gruppo di angioletti svolazzanti all’in­temo della grotta; le figure sono completate dai pastori e dalla Sacra Famiglia, collocati sopra un impalcato ligneo inclinato e coperto di muschio, in gruppi che accentuano l’effetto prospettico venendo a creare un insieme sobrio ed elegante dai colori tenui e riposanti.

Le sagome sono dipinte a tempera su carta a grandezza naturale con pennellate rapide e sicure, e probabilmente solo in seguito sono state incollate su supporti in compensato sagomato, rinforzati da listelli in legno sul retro, sorretti da una stampella da inchiodarsi all’assito.

Le scenografie sono costituite da un’armatura in listelli e travi di legno cui sono inchiodate le tele dipinte, presumibilmente a tempera su una preparazione molto magra di tonalità chiara, che raggiungono una lunghezza massima pari a circa 600 centimetri.

E’ interessante annotare che il Presepio è studiato per un doppio allestimento: quello natalizio, con un Bambino Gesù piccolo e i pastori, e quello dell’Epifania, dove Ie figure dei pastori vengono sostituite da eclettici Re Magi e servitori, e da un Bambino Gesù un po’ più grande.

Le sole sagome sono state oggetto di un intervento di restauro conservativo nell’anno 1993.