Presepi storici: Presepio Surdi

Panorama plastico della Terra Santa ai tempi di Gesù. Voluto dal pittore Baldassare Surdi, fu esposto per la prima volta a Roma nel 1893.

Nella Roma di fine ‘800 il presepio forse più rimarchevole, oltre che per il suo valore artistico, per le sue dimensioni, fu quello fortemente voluto dal pittore Baldassarre Surdi (1852- 1924), siciliano trapiantato a Roma, che volle ricostruire, con la massima fedeltà storica, la Gerusalemme e la Palestina dei tempi di Gesù. Per anni si documentò al meglio, e diede quindi l’avvio ad una realizzazione davvero unica e spettacolare: venti metri per diciotto per dodici d’altezza, con gli spettatori che ammiravano il paesaggio dall’alto (sei metri!) della ricostruzione delle rovine di un tempio babilonese.

Presepe Surdi particolareI rilievi dei primi piani misuravano undici metri di altezza, la tela del fondale duecentodieci metri quadrati. Questo spazio immenso venne popolato da ben duecentoquaranta statue, quelle di primo piano a grandezza quasi naturale, le più piccole di appena dieci centimetri. Alla loro realizzazione concorsero i migliori maestri dell’epoca: Moteverde, Ferrari, Maccagnani, Cifariello, Biondi, Allegretti, Preatoni, Zocchi, Spalmaci, Pascarella, Valenti, Faccia, Rutelli, autore quest’ultimo anche della celebre fontana di Piazza della Repubblica (già Esedra) a Roma.

Presepe Surdi statueIl presepio venne inaugurato il 21 dicembre 1893, in una sala di palazzo Borghese: non è difficile immaginare lo stupore e l’entusiasmo che suscitò negli spettatori. Iniziò quindi una trionfale (e certo non facile, specie all’epoca) tournée in varie città italiane ed anche all’estero, giungendo fino all’America del Sud. Purtroppo Surdi, vecchio e malato, non riuscì mai a trovare una sistemazione stabile al suo presepio: dopo la sua morte iniziò l’inevitabile deterioramento e smembramento dell’opera, e la guerra fece il resto. Solo alcune statue furono salvate dalle figlie del Surdi, e sono oggi conservate al Museo di Roma.

Nel Museo del Presepio “Angelo Stefanucci” di Roma è esposto inoltre il biglietto d’ingresso del più famoso presepio romano di fine Ottocento, opera nota anche per le sue sbalorditive dimensioni (360 mq).