Presepi storici: Un presepio su di noi

Il soffitto ligneo di S. Sivestro al Quirinale a Roma.

La Chiesa di S. Silvestro al Quirinale, a pochi passi, appunto, dalla sede della Presidenza della Repubblica, è uno dei tanti gioielli nascosti di Roma.

E’ un luogo della memoria e dell’anima, perché qui si riunivano Michelangelo e Vittoria Colonna, ma anche S. Carlo Borromeo, S. Filippo Neri e S. Pio V, e ancora teologi, letterati, artisti.

La chiesa, a croce latina e unica navata, risale ad un periodo posto tra il IX e l’XI secolo, e la sua attuale denominazione è legata, evidentemente, alla sua posizione sul colle Quirinale.

Dal 1814 S. Silvestro è sotto le cure dei Padri della Missione di S. Vincenzo de’ Paoli.

La Chiesa ha subito nei secoli diversi interventi di rinnovamento e ristrutturazione, il più evidente dei quali avvenne tra il 1873 e il 1877, quando i lavori di ampliamento e di abbassamento di Via XXIV Maggio, dove S. Silvestro è situata, portarono alla demolizione delle prime campate, di due cappelle ed al rifacimento della facciata ad opera di Andrea Busiri Vici. L’attuale prospetto a due ordini ricopre oggi soltanto una funzione decorativa, perchè in realtà si tratta di un semplice muro perimetrale con portale finto: si accede all’interno da un altro portale, situato alla sinistra della facciata, attraverso una scala resa necessaria per superare il dislivello di circa 9 metri susseguente al citato abbassamento della strada.

Un Presepio, in bassorilievo dorato, si può ammirare sul pilastro destro della Cappella Bandini, forse la più bella e celebre della Chiesa.

Due cappelle su ogni lato ospitano diversi dipinti e splendide decorazioni. La seconda cappella a sinistra è detta la “Cappella del Presepe”, per la pala d’altare raffigurante La Natività, opera di M. Venusti (1575 ca).

Nella Sacrestia, con stalli lignei ed armadi secenteschi, sull’intero perimetro del locale, si ammira, sopra la porta d’ingresso, una bella Madonna con Bambino, tondo in terracotta policroma di ignoto autore del XV secolo.

E veniamo infine allo spettacolare soffitto ligneo a cassettoni, dorato e decorato, con scene bibliche, della seconda metà del XVI secolo, donazione di M.A. Fiorenzi e attribuito all’ebanista francese Flaminio Boulanger, molto attivo a Roma nella seconda metà del ‘500.

Al centro del soffitto domina la bellissima scena del Presepio, con la Madonna, in piedi, ed il Bambino ad altorilievo, mentre gli altri personaggi, l’anziano S. Giuseppe, il bue e l’asino, gli angeli adoranti, sono dipinti sullo sfondo. Una rappresentazione della Natività decisamente inconsueta, sia per l’iconografia che per la sua posizione al centro di un capolavoro ebanistico che meriterebbe maggiore fama.