Presepio: un modello compositivo di cui non perdere il ricordo

Restituiamo il suo valore spirituale e culturale al modello italiano di Presepio.

di Aldo Angioletti

Durante il periodo natalizio, in molte abitazioni è ancora possibile notare un modello di Presepio di caratterizzazione ben diversa da quello che di solito si osserva nelle mostre e/o esposizioni, promosse anche dalla nostra Associazione, e che, nelle sue linee essenziali, richiama schemi riconducibili alla cosiddetta “Scuola di Barcellona”.

Purtroppo neglette da molta letteratura, le linee compositive che, di contro, contraddistinguono e qualificano la forma di rappresentazione in oggetto, consistono in una molteplicità di luoghi propri, di elementi paesistici puntuali quali, ad esempio, le montagne, la grotta, il fiume, il ponte, il pozzo, la fontana, il mulino, l’insieme delle case che, rilevante prerogativa, si ripetono nelle usanze di quasi tutte le località italiane.

Questa complessità di luoghi, sicura espressione d’antiche civiltà e religioni cosmiche, risulta, di conseguenza, accompagnata da una consistente e precisa simbologia, da una ricchezza di significati che, propagate alle comunità cristiane, sono state da queste riversate anche nel Presepio accrescendone la vitalità nella tradizione, nella trasmissione di memorie. Indugiando e riflettendo su queste composizioni, abbastanza povere da un punto di vista artistico e soprattutto modeste da un punto di vista economico, si può riscontrare come il sentimento con il quale è affrontata la costruzione del Presepio prenda le mosse da una credibile e sentita devozione, dalla volontà di ottenere vere esperienze spirituali sovramondane; quantomeno, qualora questi sentimenti e questa simbologia risultassero o si ritenessero ormai persi o ammorbiditi, si può però affermare come la passione per la costruzione del Presepio prenda per base i canoni più coerenti con antiche tradizioni popolari le cui radici affondano in un tessuto intrecciato di miti, favole, comunque non esenti da elementare spiritualità e traboccanti di cultura millenaria.

Natività nella Grotta Presepio autore Romano Bertola di Romano Lombardia (BG)
“Natività nella Grotta” Presepio: autore Romano Bertola di Romano Lombardia (BG)

Da qui, forse, l’aggettivo “tradizionale” con il quale è specificato questo tipo di Presepio. Facendo quindi riferimento a qualcuno degli elementi costruttivi nominati, si possono tracciare, in modo indicativo e tutt’altro che esaustivo, alcune forme di pensiero religioso (1) e sacra narrazione di avvenimenti (2) ad essi associati che, patrimonio appunto della nostra cultura, risultano coerenti e sostengono la devozione e/o le abitudini popolari ricordate.

Grotta – Imprescindibile per la costruzione del Presepio, la grotta, luogo d’ambiguo limite tra luce e tenebre, é una componente connessa, in tutte le mitologie, alla nascita del dio solare e figurazione del misterico passaggio dalle tenebre alla luce. Per i pagani, rappresentava il cosmo ed era considerata ambiente sacro, in quanto luogo di nascita di molti dei; successivamente anche per i cristiani la grotta divenne il luogo più appropriato per lo svolgersi della nascita divina: epifania misteriosofica e luminosa (3).

Montagne – Rievocano anch’esse il luogo di epifanie divine: il sorgere del sole dalle montagne, non inteso nel senso delle scienze naturali, ma come espressione diretta del dio che plasma e governa il creato, è metafora non più corrente ma presa a cuore e non più declinata dalla tradizione (4 ).

Fiume – Immagine del perenne incedere, anche oltre la morte, del tempo. In questi Presepi, come evidenziato dal ricorso ai più svariati espedienti costruttivi, è perseverante il tentativo di rappresentare il fiume, o meglio il fluire delle sue acque. Oggetto di antica attenzione per quanto riguarda modi di agire sia magici che religiosi, il fiume allude al conflitto tra bene e male, alla continua successione della vita e della morte e sottintende la purificazione anche con interessanti significati apotropaici.

Pozzo – Altro elemento ricorrente e sostanziale negli allestimenti presepiali in esame, come il fiume è pieno di svariate implicazioni relative all’insieme dei riti e dei comportamenti culturali di religioni e magia. Delineando il legame tra il suolo e le acque sotterranee, gli sono generalmente attribuiti aspetti sfavorevoli; numerose, infatti, le fantastiche leggende popolari, a volte profondamente turbanti, che lo indicano, appunto, come simbolo negativo.

Il pozzo in un vecchio Presepio anni '60 autore Orfeo Fagioli di Marsciano (PG)
Il pozzo in un vecchio Presepio anni ’60 autore Orfeo Fagioli di Marsciano (PG)

Fontana – Parte anch’essa dei costumi culturali di religioni e magia, rappresentando lo scorrere dell’acqua dal sottosuolo alla superficie, rispetto al pozzo acquista valori positivi: allude alla vita, alla speranza, ricorda il mutamento dell’anima per mezzo del battesimo, e, nelle leggende popolari, è frequente motivo di genuina poesia. Fiume, pozzo e fontana riecheggiano, in ultima analisi, antiche ma sempre avvincenti ed interessanti visioni dicotomiche dell’acqua, e rilevano come la stessa, simbolo della purificazione che prepara ad una nuova vita, sia tuttora uno dei simboli vitali dell’esperienza religiosa dell’umanità.

Mulino – Nella tipologia del Presepio che stiamo analizzando può assumere, in funzione delle diverse località geografiche e delle differenti influenze favolistiche, disparati valori simbolici e significati: il nuovo anno che, assimilato alla ruota del mulino, riprende il cammino, la ruota e la macina che, frantumando il grano e trasformandolo in farina, richiamano sincreticamente la morte ma ne sottolineano anche l’aspetto positivo in quanto la farina diventa pane che serve alla vita degli uomini.

Un modello di Presepio, quindi, non partecipe, nei particolari, di palesi composizioni sceniche da esporre alla comune ammirazione, ma elemento imprescindibile per il corretto svolgersi di un comune intenso e vissuto rituale natalizio (5); un modello di Presepio che, con la sua ricca simbologia, è stimolo per una serie di interpretazioni e conseguenti motivi di riflessione esteriore, ma anche interiore. Un modello di Presepio che, quasi, invoglia ad un viaggio al suo interno lungo un tragitto immaginario tra relazioni visive e allusive, simboli, valenze anche negative, che i vari suoi elementi costitutivi possono rappresentare ma che, superati, lasciano sempre trovare la via che conduce alla grotta.

Un viaggio tortuoso che conduce, però, verso la salvezza. Un’allegoria del cammino dell’umanità pagana, confusa e frastornata prima di superare le avversità e raggiungere la grotta, la salvezza; ovvero, tra valenze di segno negativo e positivo, un’altrettanto affascinante allegoria dello scopo della vita: raggiungere la redenzione ma attraverso fatica, difficoltà e tribolazioni. Un ricco simbolismo il cui senso ormai affievolito, reso banale se non addirittura perduto, potrebbe, se rievocato, diventare un’onda divulgatrice della realtà trascendente che rappresenta; un viaggio attraverso archetipi nascosti da un velo impalpabile che, qualora percepiti dalla mente, consentirebbero vere esperienze spirituali, ossia il pieno raggiungimento della vera finalità della costruzione del Presepio.

1) Epifania e manifestazione divina.
2) Ciclica alternanza morte – vita; connotazioni passaggio dai vivi ai morti.
3) Cfr. A. Angioletti – Il simbolismo del Presepio: l’Incarnazione nella grotta – Il Presepio, n. 215 – settembre 2008.
4) Una preoccupazione, appunto, di San Leone Magno che, dopo i primi secoli dell’era cristiana durante i quali si erano utilizzati simboli pagani per l’evangelizzazione, non vedeva completamente rimossi gli ultimi residui delle religioni solari.
5) del quale purtroppo si ha ormai vaga memoria.