Roma dell’800 nel Presepio AIAP allestito a Rieti

Presepio di Alberto Finizio - Roma '800 - Allestito a Rieti (Oratorio San Pietro Martire) Valle Primo Presepe

Il presepio ideato e realizzato dal Presidente Alberto Finizio per la seconda edizione della manifestazione la “Valle de primo Presepe”. Visibile fino al 6 gennaio 2019 presso l’Oratorio di San Pietro Martire.

Presepio nella Roma dell’800
Associazione Italiana Amici del Presepio – Museo del Presepio – Roma

Autore: progetto e realizzazione Alberto Finizio
Allestimento: Sede Nazionale AIAP

Statue: Arturo Manzo e Patrizio Zona (statue in terracotta e stoffa – n. 20 ca. x h. cm. 30) – Gennaro Volpe (statue in terracotta all’interno dell’osteria – n. 9 x h. cm 20 ca.) – Napoli (Museo del Presepio AIAP – Roma)
Dimensioni cm. 700Lx500P

Il presepio propone uno spaccato della Roma di fine ‘800.
L’insieme è di fantasia, ma gli elementi che lo costituiscono sono reali, liberamente accostati in un “capriccio” architettonico di gusto settecentesco. Fulcro della composizione è un’ampia veduta del Foro Romano, riprodotto con la visuale che si ha dal Campidoglio: sullo sfondo domina imponente il Colosseo.

Attorno al Foro, tre elementi architettonici sono tratti da celebri quadri ad acquerello di Ettore Roesler Franz (1845-1907), pittore romano di origine austriaca, che, tra la fine dell’0ttocento ed i primissimi anni del Novecento, immortalò, con precisione maniacale non disgiunta da un attento quanto umanamente coinvolgente studio degli abitanti, varie zone di Roma, lasciando centinaia di splendide opere.

I tre quadri di E. Roesler Franz a cui si ispira il presepio: “Vecchie case in via della Lungaretta”, “Albergo dell’Orso” e “La torre Margana, nella piazza omonima”.

Oggi questi quadri, conservati per la gran parte presso il Museo di Roma, costituiscono una imprescindibile documentazione storica di una Roma che non c’è più, nonché una inesauribile fonte di ispirazione per chi si accinga a realizzare un presepio romano.

Il Presepio propone una veduta ampia e paesaggistica, ma si sofferma anche sui dettagli, come ad esempio l’interno dell’osteria, ricco di accessori e statue, e scorci suggestivi, come le strette strade che un tempo, prima delle demolizioni che portarono alla costruzione dell’attuale Via della Conciliazione, conducevano a San Pietro (la cosiddetta “spina di Borgo”). L’imponente “cupolone” della basilica papale incombe su questi vicoli e nel presepio è visibile da varie angolazioni.

Ispirate ai tipi ed ai costumi tramandatici dalle incisioni di Bartolomeo Pinelli (1781-1835) sono invece le statue, appositamente realizzate da artigiani napoletani alla fine degli anni ’70 del ‘900. Hanno teste ed arti in terracotta policroma ed abiti in stoffa.

Ad incantare è soprattutto la rappresentazione di uno spaccato vivo e realistico della vita quotidiana nella Roma di fine XIX secolo, con i suoi personaggi, a volte curiosi, i mestieri oggi impensabili (come lo scrivano, a cui il popolo, analfabeta, dettava lettere e biglietti e da cui si faceva leggere le rare comunicazioni scritte che pure capitava di ricevere), ed i rappresentanti del clero, anche vesvovi e cardinali, che, presenti in gran numero nella città del Papa, con tanta facilità era possibile incontrare per strada.

Sfogliamo insieme l’album.

2018 - Presepio AIAP sede nazionale - Roma dell'800

Il nucleo principale del presepio (quello che si ispira agli acquerelli di Roesler Franz e per il quale lo scorso Natale Finizio è stato insignito del Premio Ettore Roesler Franz, istituito dai discendenti dell’artista) è stato realizzato nel 2000, in occasione dell’Anno Santo, ed è stato esposto tra l’altro a Roma, New Haven (USA), Mosca e San Pietroburgo (Russia).

L’insieme proposto a Rieti è nuovo, avvalendosi della presenza di altri elementi costruiti negli anni, gli ultimi appositamente per questa occasione, inseriti nella precedente struttura rivista e riadattata.