Sede AIAP di Ponte San Pietro: il 2019 in breve

ponte san pietro - ingresso della mostraRipercorriamo insieme le attività svolte dai nostri Amici della sede di Ponte San Pietro (BG) nel 2019. Alcune immagini dei presepi realizzati per il 50° anno dalla fondazione.

 

Il 2019 è stato un anno importante e “storico” per la sede di Ponte San Pietro per la ricorrenza dei 50 anni dalla costruzione del primo presepio nella nostra “Chiesa Vecchia” e di conseguenza dalla costituzione del primo gruppo di amici che sono stati il nucleo da cui poi è nata la nostra sede.

Fu infatti in occasione del Natale del 1969 che uno sparuto gruppo di amici, guidati dal sottoscritto, iniziarono a costruire un primo semplice presepio su di un altare laterale della chiesa. Da allora, ininterrottamente, ogni anno veniva dedicato sempre più tempo alla costruzione del presepio, anzi con il passare degli anni, l’attività non si fermava mai; si lavora tutto l’anno senza soste dedicando tutto il nostro tempo libero.

Già dall’anno successivo ricevemmo la gradita ed inaspettata visita del presidente Angelo Stefanucci che, come era allora consuetudine, ci invitò a diventare sezione e come tali venimmo già da allora riconosciuti.

Celebrare i 50 anni di un sodalizio come il nostro non è poca cosa. Molti altri gruppi analoghi si sono negli anni persi per strada, altri sono del tutto spariti. Arrivare quindi alla soglia dei 50 anni ancora in piena attività e soprattutto in amicizia ed armonia è una constatazione che ci riempie di orgoglio e soddisfazione. Ma cosa fare? Questo era l’interrogativo che all’inizio del 2019 ci eravamo posti. Personalmente ero incerto sul da farsi.

Essendo praticamente l’unico che ha attraversato tutti i 50 anni mi sembrava di compiere una sorta di autocelebrazione e questo non è proprio nelle mie intenzioni. Però mi sembrava doveroso condividere con tutti questa importante tappa del nostro cammino e soprattutto avrei voluto sfruttare l’occasione per ringraziare tutti coloro (e sono tanti) che in questi 50 anni hanno collaborato con noi. Decidemmo di fare le cose all’insegna della semplicità ma comunque bene.ponte san pietro - foto di gruppo

La ricorrenza era prevista fosse vissuta in due momenti: il primo il giorno 7 dicembre in occasione dell’inaugurazione della mostra e il secondo momento sabato 7 marzo 2020. In questo modo avremmo dato la possibilità ai presepisti di partecipare con noi a questo momento che voleva essere commemorativo e di festa.

Purtroppo però il secondo momento a causa del terribile virus che ha colpito la nostra Nazione e la provincia di Bergamo in modo particolare, non è stato possibile farlo e al momento, mentre sto scrivendo queste righe, non so neppure se sarà possibile farlo in altra data.

Per quanto riguarda la mostra ci era apparso subito chiaro che doveva essere qualcosa di particolare. Innanzitutto, contrariamente a quanto fatto negli ultimi anni, tutte le opere esposte dovevano essere realizzate dai nostri soci e al centro della mostra ci doveva essere qualcosa di “speciale”. Si ma cosa? Le proposte iniziarono a confluire ma non si arrivava ad una decisione. Una cosa era chiara: bisognava fare le cose “in grande” ! normalmente quando si dice “fare le cose in grande” si intende fare le cose particolarmente bene, ma ne saremmo stati capaci? Pensammo allora ad una soluzione Salomonica: facciamo un presepio di grandi dimensioni!

Naturalmente ci saremmo impegnati per fare un bel presepio, sicuramente avremmo messo tutto il nostro impegno per fare le cose bene ma, nella peggiore delle  ipotesi, nessuno poteva dire che non avevamo fatto le cose in grande.

Decidemmo di realizzare un presepio di circa 40 metri quadrati con un fronte di 6 metri. Alcune figure le avevamo già, erano state realizzate dall’amico Raffaele de Angelis per un precedente presepio ed erano alte ben 50 cm ma erano poche. Prontamente De Angelis rispose alla nostra richiesta realizzando altri personaggi ed è inutile dire che ha realizzato dei capolavori. Fatto il progetto e realizzato un modellino in scala iniziammo già dal mese di febbraio i lavori.

ponte san pietro - Presepio del 50° anniversario

Presepio realizzato dalla Sede AIAP di Ponte San Pietro

Devo dire che all’inizio restammo stupiti dalle dimensioni; non eravamo abituati a misure così grandi e credetemi, lavorare su case alte come una persona non è semplice. Nel nostro laboratorio, pur spazioso, non era possibile allestire tutto il presepio e necessariamente (anche per problemi di immagazzinamento e di trasporto) il presepio venne realizzato in pezzi che poi al momento dell’allestimento di dovranno incastrare perfettamente tra di loro. Furono necessari 14 pezzi.

Ogni componente della sede si prese l’incarico di realizzare almeno un pezzo del presepio naturalmente sotto la mia regia, operazione indispensabile per amalgamare le varie capacità e stili dei singoli soci. Fu un grande  e lungo lavoro che si  è protratto con cadenze quasi giornaliere fino al mese di ottobre quando, dopo aver trasportato tutti i pezzi nel nostro grande magazzino, potemmo finalmente ammirare il presepio nella sua interezza. Avevamo realizzato un presepio “grande” e lo abbiamo realizzato in piena sintonia ed armonia e questo tanto basta per essere più che soddisfatti del risultato.

Per quanto riguarda la parte prettamente estetica eravamo soddisfatti, molto soddisfatti ma….sarebbe piaciuto ai visitatori? Questo dubbio restò nei nostri animi fino al momento dell’inaugurazione della mostra il 7 dicembre, ma la nostra preoccupazione durò poco perché fin dai primissimi visitatori iniziarono a piovere consensi ed apprezzamenti. Avevamo fatto le cose bene e “in grande”!

Presepio del 50° anniversario realizzato dalla sede aiap di ponte san pietro nel 2019

Particolare del presepio realizzato dalla Sede AIAP di Ponte San Pietro (50° anniversario)

Come detto in precedenza questo grande presepio era posto al centro della mostra ma non era l’unico ad essere esposto. Decidemmo di esporre una quindicina di diorami scelti tra quelli che abbiamo in magazzino e la scelta cadde su opere ritenute particolarmente belle e tra queste abbiamo voluto inserire tre scene realizzate da soci che hanno collaborato attivamente con noi negli anni passati ma che a seguito di cambiamenti lavorativi e di impedimenti vari non sono più riusciti a partecipare attivamente con noi. Questa scelta è stata dettata dal desiderio di ringraziare tutti coloro che in questi 50 anni si sono alternati con noi apportando tutti il loro importante contributo.

Tra i diorami esposti ce ne erano due nuovissimi e realizzati appositamente per l’occasione e concepiti secondo canoni insoliti ed attuali. La prima scena intitolata “Natale di speranza” è stata realizzata dal socio Claudio Bartoli ed è ambientata in una chiesa danneggiata dal terremoto.

All’esterno della chiesa si può vedere il drammatico scenario della piazza con le case distrutte e le macerie che invadono le strade. All’interno della chiesa, su di un altare è allestito il presepio. Anche il presepio ha subito dei danni ma due ragazzi stanno raccogliendo i pezzi e le figure cadute a terra per ricomporre il presepio. L’idea dell’autore è di rappresentare il concetto che nonostante il male che riempie il mondo (il terremoto ma potrebbe anche essere la guerra) la luce che si irradia dal presepio continua a rischiarare le tenebre. Il fatto poi che siano due bambini gli unici personaggi presenti nella scena ci incoraggia a sperare in un futuro migliore.

ponte san pietro - natale di speranza - Bartoli Claudio

diorama “natale di speranza” di Bartoli Claudio

La seconda scena l’ho realizzata io e rappresenta la ricerca dell’alloggio ambientata ai nostri giorni. Mi sono chiesto: se Dio decidesse di ritornare sulla terra ai nostri giorni dove sceglierebbe di vivere? Mi piace pensare che, come 2000 anni fa, sceglierebbe di nascere tra gli ultimi, tra i più poveri. E chi sono oggi le persone più povere? Ce ne sono purtroppo molte, io ho scelto di rappresentare Giuseppe e Maria con le sembianze di due extracomunitari. In una casa addobbata per il natale, con un grande albero illuminato ed un presepio tutto è pronto per la festa quando si sente suonare alla porta. Un giovane uomo e sua moglie, visibilmente incinta, cercano alloggio. Non ho posto nessun’ altra figura all’interno di questa scena; chi la osserva diventa automaticamente il padrone di casa al quale viene rivolta la richiesta di aiuto. Ad ognuno è lasciato il compito di dare la risposta. Erano due scene forti e provocatorie. Eravamo indecisi se realizzarle. Ma i visitatori le hanno invece molto apprezzate; hanno capito che un presepio funziona quando non ti soffermi solo ad ammirare la bellezza del paesaggio ma cogli subito il messaggio che la scena vuole dare costringendoti ad una piccola riflessione che forse con una scena tradizionale non avrebbero fatto.

ponte san pietro - ricerca dell'alloggio Mattei Claudio

diorama “ricerca dell’alloggio” di Mattei Claudio

Durante l’anno non ci siamo comunque limitati ai preparativi della mostra ma abbiamo fatto altri lavori che avevamo messo in programma. Franco Bonati ha restaurato il presepio ambientato a Ponte San Pietro che è esposto permanentemente nella cripta della chiesa. E’ stato un lavoro lungo e paziente che ha visto Franco impegnato per diversi mesi. Paradossalmente è stato un lavoro ingrato perché il successo dell’iniziativa era di restaurare facendo in modo che nessuno se ne accorgesse. Sarebbe stato un peccato alterare quell’atmosfera un poco naif che questo presepio realizzato tanti anni fa emana. Ci siamo recati in Austria dove abbiamo allestito ad Abtenau un nostro grande presepio e a Bad Goisern dove abbiamo allestito un presepio napoletano.

Particolarmente importante è la mostra che gli amici di Gozo (Malta) hanno voluto dedicarmi esponendo tutti i miei presepi. Ero imbarazzatissimo durante la cerimonia di inaugurazione (era la prima volta che facevo una personale) ma sono grato agli organizzatori per questo evento che rimarrà impresso indelebilmente nel mio cuore.

Naturalmente non abbiamo trascurato di presenziare alla fiera delle arti manuali Creattiva a Bergamo e di svolgere i corsi pratici e teorici. Nei ritagli di tempo (come si facesse a trovarli resta un mistero) alcuni di noi hanno realizzato dei piccoli presepi allestiti all’interno di lanterne di legno da esporre nelle loro case o da donare a partenti e amici. Una gioia grande è rappresentata dall’ingresso di nuovi soci giovani e volenterosi: Pietro Chiesa, Elena Carenini, Livio Pirovano e Giuseppe Albergoni.

Ho atteso e ritardato questa relazione pensando di poter relazionare anche la giornata di incontro programmata il 7 marzo e successivamente annullata a causa del coronavirus e questo mi da la triste occasione di ricordare il nostro socio Antonio Gotti che proprio a causa di questa pandemia è salito alla Betlemme Celeste. Era con noi da 30 anni e lascia un vuoto difficilmente colmabile. Anche se negli ultimi anni le sue condizioni di salute gli impedivano la presenza assidua alla quale ci aveva abituato, non è mai venuto meno ai suoi doveri di socio e fino all’ultimo ha collaborato con noi. Ora veglierà su di noi in compagnia della lunga schiera di amici che lo hanno preceduto.

Claudio Mattei