Sezione dell’Isola d’Ischia: il 2015 in breve

IschiaQuest’anno non possiamo fare a meno di ricordare l’anno della nascita della nostra sezione.

1996 – 2016. Grazie, grazie, grazie, per venti volte questa grande famiglia che da nord a sud abbraccia questo grande presepio.

Quando nel marzo del 1996 abbiamo fondato sull’isola d’Ischia una sezione dell’associazione nazionale, nessuno avrebbe sperato di raggiungere in pochi anni dei buoni risultati.

L’obiettivo di tutti noi presepisti, è sempre stato quello di portare a conoscenza dei cittadini dell’isola d’Ischia, dell’esistenza di una Associazione che divulgasse religione, storia, arte e cultura attraverso il presepe, e ci piace ricordare e ringraziare chi con noi, negli anni, ha parlato e scritto sul Presepe, ad iniziare dal Vescovo Mons. Antonio Pagano che con grande umiltà ci ha insegnato a pregare davanti alla Santa Famiglia.
Da ricordare poi il Vescovo padre Filippo Strofaldi, il quale ha promosso ed invogliato la creazione di un itinerario dei presepi sull’isola per il settore turistico, durante le festività natalizie, che risulta ogni anno sempre più apprezzato.
Vogliamo ricordare inoltre Don Michele Romano che per noi ha sempre scritto degli articoli indimenticabili sull’Osservatore Romano ….
Un ringraziamento particolare, di cuore, insieme ad una preghiera, va ai presidenti Giorgio Passeggieri e Mario Mattia, per la loro significativa presenza nella nostra piccola sezione.

Dopo questa doverosa menzione , significativa dei nostri 20 anni, possiamo scrivere che questo 2015 è stato un anno di transizione o meglio di preparazione per organizzare al meglio il 2016 al fine di valorizzare e testimoniare quanto fatto in tutti questi anni.

Come scritto dal noto giornalista e scrittore ischitano Ciro Cenatiempo, in vari articoli sul quotidiano Il Mattino:
“Il presepe è un inno vitale all’umanità, alla gente, alla natura, alla sua bellezza. Di questa bellezza è rappresentazione scenica, con scorci, paesaggi, giochi di prospettiva, sguardi minuziosi, circoscritti … Le immagini si moltiplicano mentre la geografia insulare si mescola ed esplode di volti e luoghi avvolti in una atmosfera sospesa, sono familiari e magici. Il tempo viene fotografato, fermato, e ci si rende conto che è ancora con noi, dentro di noi, da qui nasce il desiderio di storicizzarlo per non perdere queste formidabili emozioni di cultura e identità …”

Questa, fantasticando, potrebbe essere parte di un’introduzione di un libro che ci racconta in questi 20 anni di vita vissuti insieme, se son rose fioriranno.