Si dice Presepio o Presepe?

logo Accadenia della CruscaQuesta la domanda che fanno in molti, nel 2014 si pronunciò in merito addirittura l’Accademia della Crusca.

 

Se uno dei padri della lingua italiana come Alessandro Manzoni poteva usare nello stesso componimento e in un contesto assai simile sia presepio che presepe non possiamo dare altra risposta alla domanda dei nostri lettori che non sia: si possono usare entrambi i termini.

Già il latino aveva due forme, quella più antica praesaepe, -is, sostantivo neutro della terza declinazione attestato anche in Virgilio – a cui si affianca una forma femminile praesaepes, -is usata da Plauto – e praesaepium, praesaepii, neutro della seconda (lo troviamo in Plinio, nel I sec. d. C.) ricostruito sul plurale praesaepia (cfr. E. Vineis, Studio sulla lingua dell’Italia, “L’Italia Dialettale”, XXXIV , 1971, pp.137-248: 177-178).

La fortuna di questa forma più recente è legata alla sua presenza sia nella versione latina del testo della Bibbia adottata dalla Chiesa, conosciuta come Vulgata, sia nelle varie e incomplete versioni precedenti indicate solitamente col nome di Itala.

La stessa pluralità del latino troviamo testimoniata nei primi secoli dell’affermazione del volgare in testi di varia provenienza: franco-piemontesi, toscani e, più specificatamente, fiorentini, ma anche mediani e meridionali, per forme riconducibili a presepe, e lombardi, bolognesi, trevisani, veneziani , toscani, fiorentini, pisani per forme riconducibili a presepio (cfr. TLIO sv PRESEPE e PRESEPIO).

Il valore è quello già latino di ‘mangiatoia’ con in più il riferimento all’episodio evangelico della Natività; si tratta infatti di voci dotte diffuse in larghi strati anche bassi della popolazione soprattutto attraverso la predicazione in latino o in volgare.

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Ritratto di Alessandro Manzoni (Francesco Hayez)

I due versi de “Il Natale” (uno dei cinque Inni Sacri composti da Alessandro Manzoni) nei quali appaiono entrambi i termini, presepio e presepe.

La mira Madre in poveri
panni il Figliol compose,
e nell’umil presepio
soavemente il pose;
e l’adorò: beata!
innazi al Dio prostrata,
che il puro sen le aprì.

Senza indugiar, cercarono
l’albergo poveretto
que’ fortunati, e videro,
siccome a lor fu detto
videro in panni avvolto,
in un presepe accolto,
vagire il Re del Ciel.