Significato di un Congresso

Verso il Congresso Internazionale di Roma del 1954.

Articolo tratto da “Il Presepio” n. 5 del mese di dicembre 1954.

Di seguito le poche ma significative righe di Angelo Stefanucci nel presentare il Congresso Internazionale di Roma del 27-29 dicembre 1954.

Parole che riflettono le esperienze passate segnate della guerra e le speranze per una Associazione neonata; a distanza di quasi 70 anni suonano ancora di grande attualità.

“L’anelito più angoscioso dell’uomo, in ogni tempo, è stato il raggiungimento della pace: pace familiare, pace civica, pace universale. Più volte nel corso dei millenni, grandi spiriti si sono levati sulle due opposte trincee per richiamare i combattitori all’immagine dolce del Redentore ed a quegli insegnamenti di amore che avevano risuonato nelle contrade della Palestina.

Congresso Internazionale - Roma 1954Il fine del presepio è cattolico, cioè universale; ed una Organizzazione che consacri gli uomini al culto della nascita del Re della Pace, non può tendere ad altro che abbattere idealmente quelle frontiere che talvolta rendono gli uomini ferini e rapaci ed unire in blocco tutti gli UOMINI DI BUONA VOLONTA’ per proclamare ad ogni annuale rinascere del Dio Bambino GLORIA A DIO NEL PIU’ ALTO DEI CIELI.

Oggi agli Amici del Presepio si danno convegno. Nell’intricato groviglio dei congressi di ogni genere che quasi ogni settimana si celebrano in Roma, quello umile e modesto dei presepisti passerà forse inosservato.

D’altra parte i cultori del presepio sono semplici, rifuggono il bailamme ed i vividi bagliori della pubblicità al neon; desiderano soltanto rendere omaggio, con l’ausilio dell’arte, della tecnica, della storia, della varietà dei concetti e delle tendenze a Gesù Bambino e raggiungere, per mezzo del presepio, l’unione di tutti i Cristiani.

Congresso Internazionale - Roma 1954Il nuovo granellino di senape che la nostra Assise getterà fiduciosa nel solco profondo tracciato venti secoli or sono, farà sbocciare un solido arbusto; le amiche voci di Roma parleranno ai cuori un linguaggio che sarà compreso da tutti gli uomini di buona volontà; ma soprattutto la dolce immagine del povero ed indifeso Bambino che vagisce su poche manciate di putrido fieno, richiamerà tutti ad un più alto ideale di vita cristiana.

Tale è la nostra incrollabile speranza; e con il cuore colmo di gioia siamo lieti di augurare ai fratelli presepisti di tutto il mondo il benvenuto nell’Eterna Città!”.