Tre consigli ai presepisti

Alcuni preziosi suggerimenti di Josep Maria Garrut i Romà, storico e scrittore appassionato di presepe catalano.  Autore del testo “Viaggio intorno al mio presepe” (1957).

Articolo tratto da “Il Presepio” n. 13 del mese di ottobre 1957.

Quando l’equinozio dell’anno sta per volgere al suo termine, il presepista s’infervora nella preparazione del suo presepio. Il freddo fa già sentire le vibrazioni del suo arrivo; lo sopraffanno inopportunamente coi numeri della lotteria che gli strilloni in tutte le strade della città assicurano essere quelli della fortuna e presente già la Stella che annuncia il lieto evento di Betlemme.

  1. Se d’ispirazione si tratta, e questo sarà il primo consiglio, noi cercheremo che il presepista provochi una ispirazione diretta e soggettiva per creare il suo microcosmo, ispirazione questa nata dalla propria immaginazione, figlia sempre, naturalmente, da una percezione del mondo circostante; ma se questo non fosse possibile; giacché richiede una certa potenza creativa che non tutti posseggono, raccomandiamo alcuni mezzi per acquisire tale fine. Ne conosciamo qualcuno che si è ispirato ad un ritaglio di rivista californiana dove la geografia dei “Canones” si delineava in una colorazione senza pari, altri approfittavano delle riproduzioni pittoriche di un catalogo da esposizione o delle fotografie eseguite nel corso delle loro escursioni festive. Altro mezzo di ispirazione: quello che ci offre la lettura delle descrizioni di viaggio o semplicemente il nostro paesaggio. Qualche frammento della “Divina Commedia”, per esempio, oppure cento altri scritti del regno della poesia, qualche canzone popolare natalizia, con versi o prosa descrittiva del paesaggio sono elementi sufficienti perché congiunti a quella dose d’ingegno e di devozione che possiede ogni uomo di buona volontà, come dice Puig Roig, un gran tecnico del presepio spagnolo, possono permettere di realizzare un presepio originale, bello e pieno di emozione.
  2. Probabilmente il maggior difetto dei presepisti di tutte le latitudini è la mancanza di interesse per l’escursionismo, autentico sport, per mezzo del quale si prende diretto contatto con il paesaggio e la natura. Attualmente il presepista ha troppo urbanizzato il suo presepio dimenticando che la cosa più importante di esso è proprio il paesaggio secondo la prima delle “prescripciones” lanciate dalla Asociacion de Pesebristas de Barcelona fondata nel 1863. Per ragioni di tradizione e per considerazioni d’ordine estetico, il paesaggio deve costituire la parte dominante del suo presepio. Il poco interesse per il paesaggio deve attribuirsi alla carenza nei presepisti, della passione per l’escursionismo ed è una logica conseguenza che se si trovano ogni giorno di fronte la più razionale urbanizzazione, dimentichino la forma del paesaggio con le sue bellezze e le sue virtù. Può andare l’architettura, più o meno rurale, che si riproduce nel presepio; però alla monotonia di un nucleo abitato sovraccarico di case, si unisce la difficoltà che la riproduzione delle stesse rappresenta. In generale si vedono soltanto pochi edifici di bell’aspetto, mentre il resto, se non sembra di cartone, ha la struttura di case per le bambole. Se la cosa più importante del presepio è il paesaggio, la seconda, in questa occasione sarà l’architettura. Sia come accessorio, sia mista e cioè metà architettura, metà paesaggio; il nostro secondo consiglio è il seguente: più escursionismo e, nel presepio, più paesaggio.
  3. Per completare questo trittico di puntualizzazione di consigli, aggiungeremo che non si deve dimenticare da parte di chi, con temperamento di creatore, realizza un presepio, che nel suo lavoro, come nella realizzazione di ogni opera artistica, occorrono due cose: mestiere e concetto. Il primo sarà il modo più idoneo per risolvere i lavori che la tecnica propone; il secondo deve mobilitare il nostro sentimento poetico affinché dalla sua ispirazione scaturisca la felice soluzione che il nostro mestiere potrà successivamente risolvere.

Josep Maria Garrut i Romà (1915-2008) storico del presepe catalano.
È stato curatore e direttore del Museo di Storia di Barcellona (1973-80), direttore della Casa Museo Gaudí di Barcellona, ​​ha fondato l’Associazione Amici di Gaudí nel 1952 e, sempre in quell’anno, ha fondato l’ Universalis Foederatio Praesepistica (https://www.unfoeprae.org).