Tutorial: come realizzare il paesaggio (2° parte)

La seconda parte del tutorial di Alberto Finizio per imparare a realizzare un paesaggio per i nostri presepi e diorami.

 

Materiale (utilizzato nella 1a e nella 2a parte del tutorial)

Tavola di multistrato o una semplice lastra di polistirene da utilizzare come base.

Pezzi di polistirolo (fogli di vario spessore, blocchi, imballaggi).

Chiodi o stecchini.

Gesso (scagliola o alabastrino).

Colla vinilica.

Colori acrilici (super offerta sconto del 50%).

Segatura.

Sughero sbriciolato.

Taglierino e seghetto.

Mezza palla di gomma e una spatola per preparare il gesso.

Alcune stecche o spatole di metallo.

Pennelli per la colorazione.

La colorazione.
Abbiamo terminato la prima parte del tutorial con il paesaggio ricoperto e modellato con la scagliola.
Ora procediamo con la colorazione che è un’operazione non meno importante della precedente: infatti una colorazione sbagliata può compromettere anche il miglior modellato, mentre al contrario una buona colorazione esalterà tutti i rilievi e conferirà grande profondità alla scena.
Prima quindi di passare ad illustrare la tecnica di colorazione del nostro manufatto, soffermiamoci brevemente su pochi principi generali.
Se osserviamo la natura (cosa che un buon presepista dovrebbe sempre fare), noteremo che i dettagli ed i colori sono sempre meno definiti man mano che ci si allontana da noi. L’interposizione di sempre più strati d’aria tra l’occhio e l’oggetto osservato crea una sorta di velo, e conseguentemente uno sfocarsi dei colori che all’orizzonte quasi si confondono col cielo.
Le rocce saranno del loro colore naturale se più vicine, e tendenti al celeste o al rosa verso l’orizzonte. Analogamente, mentre coglieremo vari particolari in un piano ravvicinato (ad esempio le porte e le finestre di una casa, o i rami di un albero), gli stessi oggetti in un piano più distante dall’osservatore appariranno definiti solo nei loro contorni.
Nelle figure 8a e 8b due semplici modelli di cartone, identici nelle dimensioni e nella profondità, illustrano quanto esposto fin qui. Nella figura 8a un esempio di colorazione “reale”, ma che non tiene conto delle distanze; nella figura 8b lo stesso soggetto dipinto non come le cose sono realmente, ma come appaiono. Completando l’opera con un fondale dipinto anch’esso nella maniera giusta, con colori più tenui all’orizzonte e più carichi verso l’alto, avremo nel bozzetto di destra un effetto di realismo e profondità di gran lunga migliore.
Passiamo ora alla colorazione del nostro paesaggio.

Dapprima dovremo dare un colore di fondo: sarà uniforme, più scuro e tendente al marrone per le parti più vicine all’osservatore (mescoleremo blue oltremare, terra d’ombra bruciata e poco rosso carminio), più chiaro e sfumato verso il celeste o il rosa per l’ultima fila di rilievi (il colore dipenderà dalle sfumature che intendiamo dare al cielo).
La tinta dovrà essere data molto liquida, con pennello morbido perché penetri bene in ogni anfratto togliendo completamente il bianco del gesso; tuttavia dovrà essere semicoprente (figura 9).

Dovremo attendere che il colore asciughi perfettamente, e potremo quindi procedere alla colorazione finale che in realtà si comporrà di interventi successivi e ripetuti: trovata la tonalità di colore giusta (dovremo farci guidare dall’osservazione e dal gusto personale), cominciamo a stenderla sul colore di fondo, questa volta con pennelli più duri e colore più asciutto.

Non dovremo infatti ricoprire tutto ma solo le parti più sporgenti, per far risaltare i rilievi (figura 10).Quando il colore sarà asciutto procediamo con un nuovo passaggio, con tonalità più chiare e coprendo sempre meno gli strati di colore precedenti.

In questa maniera le parti più sporgenti risulteranno più luminose e chiare e spiccheranno “staccandosi” dalle zone meno rilevate (figura 11). La tecnica sarà la stessa (varierà solo la tonalità di colore) sia per le parti più vicine che per quelle più lontane: solo, per queste ultime, saranno meno accentuati i contrasti di colore.
Per completare il nostro lavoro ora non ci resta che apporre la vegetazione.

La vegetazione.
Visto che stiamo trattando un paesaggio e non un primo piano, anche la vegetazione sarà accennata ma non dettagliata. Sarà dunque sufficiente preparare un impasto composto da segatura, colla vinilica, colore verde scuro, acqua e una punta di gesso (che servirà a togliere il lucido della colla), sufficientemente denso da poter essere raccolto con una spatola e collocato sul paesaggio: con la stessa spatola, man mano che l’impasto si asciuga, diamo dei piccoli tocchi modellandolo, creando l’effetto di chiome di alberi, o di cespugli e così via (figura 12).

Per dare maggior rilievo alle chiome più vicine all’osservatore, all’impasto possiamo aggiungere anche del sughero sbriciolato (potremo grattugiare un semplice tappo di sughero). Una volta che le nostre chiome saranno asciutte, potremo ritoccare il colore, apponendo sfumature più chiare e brillanti sulle parti più in rilievo ed esposte alla luce (figura 13).
E ora, finalmente, potremo ammirare il risultato delle nostre fatiche, e inserirlo nel Presepio (figura 14).