Sabato 13 dicembre 2025 alle ore 17:00 presso la Sala Consiliare della Provincia di Chieti si svolgerà la presentazione del libro “Il Presepe Abruzzese”.
Nell’Ottavo Centenario del primo presepe vivente, allestito da San Francesco la notte di Natale del 1223, lo storico Enrico Di Carlo e il musicista Mario Canci, già autori nel 2014 del volume Il Presepe dell’Anima. Gesù Bambine nasce. Suggestioni e Melodie del Natale abruzzese, propongono un nuovo progetto editoriale che illustra, sotto il duplice aspetto storico-letterario e musicale, il profondo legame che l’Abruzzo intrattiene con il presepio, a partire proprio da quello francescano di cui dà conto il biografo San Tommaso da Celano.
La tradizione assegna a Penne il secondo presepe della cristianità, dopo quello di Greccio. In quella città, ove nel 1216 il Santo si era recato per sedare un litigio tra alcune potenti famiglie, nella notte del 25 dicembre 1225 il beato Agostino d’Assisi volle rinnovare la sacra rappresentazione natalizia.
Per quanto riguarda i presepi domestici, l’Abruzzo vanta altresì un altro primato: il più antico di cui si abbia memoria è quello appartenuto alla nobile famiglia Piccolomini di Celano. La prima menzione proviene da una fonte tedesca, che riporta un inventario redatto nel 1567, nel quale sono elencate centosedici figurine appartenenti alla “duchessella” Costanza Piccolomini.
In merito alla parte musicale, il compositore teatino Mario Canci crea Abbruzze Presepie d’Italie InCanto tra Storia e Leggenda Oratorio di Natale per Soli, Coro e Orchestra.
Partendo dal Vangelo di Luca, egli elabora un testo integralmente in dialetto abruzzese, con a fronte la traduzione italiana in versione ritmica, dando vita alla leggendaria e originale visione onirica di un anonimo eremita ritiratosi in contemplazione sulla “montagna Madre”, la Maiella, citata da Francesco Petrarca come “Domus Christi” nel suo De vita solitaria (1346-1356). L’autore immagina di far rivivere così, in Abruzzo, la nascita del Bambin Gesù, “Lu Bambinelle”.
Questa prima edizione presenta il testo oratoriale, corredato da un QR Code grazie al quale sarà possibile, in futuro, scaricare a richiesta l’intera opera musicale.
Il presepe abruzzese – spiegano gli autori – non è quello napoletano. Nel nostro, i pastori con le loro greggi e i loro strumenti costruiti da mani nodose, non percorrono tratturi, ma strade polverose che conducono a Dio; non si assiste allo sfarzo di quello napoletano: ben più sobria è la realtà rappresentata. Qui i personaggi non sono allegri e scanzonati perché da sempre rappresentano il mondo contadino e pastorale, seppur povero, ricco nella espressione intensa di un vissuto carico di fede e religiosità, dedito a una quotidianità meno variegata di quella partenopea.
Il libro è corredato da un saggio di Giacomo De Crecchio sul Presepe Antinori.
A impreziosire la pubblicazione è la Prefazione di S. Em. Cardinale Angelo Comastri.


