San Francesco, il primo presepista

A quasi 800 anni da quella magica notte a Greccio ripercorriamo, anche attraverso l’aiuto di scene di famosissimi film, la vita di San Francesco d’Assisi: il primo presepista del mondo.

di Francesco Ciavarella

Il 4 ottobre la Chiesa cattolica venera in tutto il mondo la santità di Francesco d’Assisi.

Francesco nacque ad Assisi nel 1181 o 1182, dai genitori Pietro di Bernardone e Pica de Bourlemont e, nel tempo, è diventata una delle figure più mistiche ed ascetiche della tradizione cattolica. Egli fu un religioso, poeta e presepista italiano.

La sua vita fu caratterizzata da una gloriosa intensità devozionale per Nostro Signore Gesù Cristo.

Egli cercò di seguire le orme di Gesù vivendo nell’umiltà, nella semplicità della quotidianità, nella più assoluta povertà, nella totale sofferenza e, soprattutto, nell’amore universale per ogni cosa del creato.

Il 14 settembre 1224 ricevette il segno delle stimmate, allorché stava in preghiera sul monte della Verna. Nella monumentale Divina Commedia del grande Dante Alighieri, l’evento è così citato nel canto XI del Paradiso (versi 106-108):

«nel crudo sasso intra Tevero e Arno

da Cristo prese l’ultimo sigillo,

che le sue membra due anni portarno.»

Nel 1224 San Francesco diede alla luce il magnifico “Cantico delle Creature” (anche noto come “Cantico di Frate Sole”), che rappresenta il più antico componimento poetico della letteratura italiana.

San Francesco, infine, morì il 3 ottobre 1226 ad Assisi.

La figura del “Poverello d’Assisi” è cosi grandiosa che Sua Santità Papa Pio XII lo definì “il più italiano dei santi, il più santo degli italiani”. Il 18 giugno 1939, Papa Pio XII proclamò San Francesco d’Assisi a patrono d’Italia.

Oggi, San Francesco è il patrono ufficiale di Italia, Umbria, poeti, commercianti, Ordine dei frati minori cappuccini, Lupetti/Coccinelle, ecologisti ed animali.

Ciò premesso, l’Associazione Italiana Amici del Presepio ama ricordare Francesco anche come primo presepista della tradizione cattolica. Infatti, nel corso della notte di Natale del 1223 a Greccio (provincia di Rieti) inscenò il momento del Natale. Un avvenimento storico tanto che alcune agiografie riportano che la statua raffigurante il Bambinello prese vita più volte tra le braccia del Fraticello d’Assisi nel corso della Santa Messa.

Al riguardo, è doveroso rammentare che Papa Francesco con la sua lettera apostolica “Admirabile signum”, del 1° dicembre 2019, ha sottolineato la relazione essenziale esistente tra San Francesco ed il presepio. Nella succitata lettera è scritto quanto segue: “Ma veniamo subito all’origine del presepe come noi lo intendiamo. Ci rechiamo con la mente a Greccio, nella Valle Reatina, dove San Francesco si fermò venendo probabilmente da Roma, dove il 29 novembre 1223 aveva ricevuto dal Papa Onorio III la conferma della sua Regola. Dopo il suo viaggio in Terra Santa, quelle grotte gli ricordavano in modo particolare il paesaggio di Betlemme. Ed è possibile che il Poverello fosse rimasto colpito, a Roma, nella Basilica di Santa Maria Maggiore, dai mosaici con la rappresentazione della nascita di Gesù, proprio accanto al luogo dove si conservavano, secondo un’antica tradizione, le tavole della mangiatoia. Le Fonti Francescane raccontano nei particolari cosa avvenne a Greccio. Quindici giorni prima di Natale, Francesco chiamò un uomo del posto, di nome Giovanni, e lo pregò di aiutarlo nell’attuare un desiderio: «Vorrei rappresentare il Bambino nato a Betlemme, e in qualche modo vedere con gli occhi del corpo i disagi in cui si è trovato per la mancanza delle cose necessarie a un neonato, come fu adagiato in una greppia e come giaceva sul fieno tra il bue e l’asinello». Appena l’ebbe ascoltato, il fedele amico andò subito ad approntare sul luogo designato tutto il necessario, secondo il desiderio del Santo. Il 25 dicembre giunsero a Greccio molti frati da varie parti e arrivarono anche uomini e donne dai casolari della zona, portando fiori e fiaccole per illuminare quella santa notte. Arrivato Francesco, trovò la greppia con il fieno, il bue e l’asinello. La gente accorsa manifestò una gioia indicibile, mai assaporata prima, davanti alla scena del Natale. Poi il sacerdote, sulla mangiatoia, celebrò solennemente l’Eucaristia, mostrando il legame tra l’Incarnazione del Figlio di Dio e l’Eucaristia. In quella circostanza, a Greccio, non c’erano statuine: il presepe fu realizzato e vissuto da quanti erano presenti. È così che nasce la nostra tradizione: tutti attorno alla grotta e ricolmi di gioia, senza più alcuna distanza tra l’evento che si compie e quanti diventano partecipi del mistero. Il primo biografo di San Francesco, Tommaso da Celano, ricorda che quella notte, alla scena semplice e toccante s’aggiunse anche il dono di una visione meravigliosa: uno dei presenti vide giacere nella mangiatoia Gesù Bambino stesso. Da quel presepe del Natale 1223, «ciascuno se ne tornò a casa sua pieno di ineffabile gioia». San Francesco, con la semplicità di quel segno, realizzò una grande opera di evangelizzazione. Il suo insegnamento è penetrato nel cuore dei cristiani e permane fino ai nostri giorni come una genuina forma per riproporre la bellezza della nostra fede con semplicità. D’altronde, il luogo stesso dove si realizzò il primo presepe esprime e suscita questi sentimenti. Greccio diventa un rifugio per l’anima che si nasconde sulla roccia per lasciarsi avvolgere nel silenzio”.

Peraltro, giova ricordare che la grandezza di Francesco d’Assisi è così vasta ed attuale, tanto che ha persino influenzato lo stesso Papa Bergoglio, all’atto della scelta del suo nome papale durante il Conclave del 2013.

In ultimo, si riportano alcune scene emozionanti sulla vita di San Francesco, tratte dalle pellicole cinematografiche più belle e di successo sulla vita del Santo.

“Frate Sole”, regia di Ugo Falena e Mario Corsi, nel cast si ricordano: Uberto Palmarini (Francesco) e Silvia Malinverni (Chiara), 1918

“Frate Francesco”, regia di Giulio Antamoro, nel cast si ricordano: Alberto Pasquali: (Francesco), 1927

“Francesco, giullare di Dio”, regia di Roberto Rossellini, nel cast si ricordano: Nazario Gerardi (Francesco), 1950

“Francesco d’Assisi”, regia di Michael Curtiz, nel cast si ricordano: Bradford Dillman (Francesco d’Assisi) e Dolores Hart (Chiara d’Assisi), 1961

“Fratello sole, sorella luna”, regia di Franco Zeffirelli, nel cast si ricordano: Graham Faulkner (Francesco) e Judi Bowker (Chiara), 1972

“Francesco”, regia di Liliana Cavani, nel cast si ricordano: Mickey Rourke (Francesco) e Helena Bonham Carter (Chiara),1989

“Francesco”, miniserie tv, regia Michele Soavi, nel cast si ricordano: Raoul Bova (Francesco) e Amélie Daure (Chiara), 2002

“Chiara e Francesco”, miniserie tv, regia Fabrizio Costa, nel cast si ricordano: Ettore Bassi (Francesco) e Mary Petruolo (Chiara), 2007